Album
Energy Is Forever
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Mauro Bonomo
- 19 Dicembre 2020
Energy Is Forever è il disco di debutto di UKAEA, moniker dietro il quale si cela la figura di Dan Jones, uscito il 13 novembre 2020 sull’etichetta britannica Hominid Sounds. L’acronimo, che è lo stesso deputato a indicare la UK Atomic Energy Authority, sta invece a significare qualcosa come “United Kult of Animist Endgame Apostles”. Apostoli post-apocalittici, dunque. In effetti, sin dagli albori, nel 2016, il progetto di Jones non è mai stato un fatto personale e singolare: è nella pluralità di figure che lo abitano o lo attraversano che risiede infatti una delle caratteristiche più interessanti anche di questo debut album.
Distopie e affini sono legna che arde ad alimentare le masse sonore che si muovono all’interno di questo Energy Is Forever. Distopie nella forma, la quale rifiuta peraltro ogni possibile catalogazione svicolando tra detriti techno-industrial-acidi (Benzene Hex, Huntress, Vampire Moth), suggestioni orientali che richiamano Muslimgauze (la doppietta Salt To Sea – RDX con le sue vocalità e i ritmi mantreschi) o ammantano l’opener tutta-bassi sciamanici Qandisa; distopie e cupi presagi anche nella sostanza, con frammenti di trasmissioni radio che fanno pensare a comunicazioni interrotte (Radio Zero) e testi che sembrano voler mettere in guardia ma rimangono incomprensibili. Un disco che dimostra come la New Weird Britain sia viva e vegeta, misteriosa e inafferrabile, ed abiti foreste di bassi, synth e sottoboschi elettronici di questo presente decadente.
Dan Jones quindi, ma non solo: al disco hanno partecipato una sfilza di collaboratori; tra gli altri Sly & The Family Drones, Charly Blackburn, Conny Prantera, Lydia Morgan e anche il padre di Jones, che ha registrato il ronzare delle api e ha contribuito all’artwork.
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