Album

Shell~Wave

2 Maggio 2025 techno

È ancora un Surgeon piuttosto meditativo quello che ascoltiamo su Shell~Wave. Se il precedente Crash Recoil, uscito un paio d’anni fa, lo aveva salvato — parole sue — dall’empasse di una mancata ispirazione e da una profonda incertezza sul proprio ruolo di producer, il nuovo album rappresenta una risposta personalissima — ma esclusivamente musicale — alla domanda su cosa sia, oggi, la techno.

E sappiamo bene che per l’artista di Kislingbury questa è una materia tanto cerebrale — basti pensare alle escursioni drone/ambient firmate con nome e cognome — quanto fisicamente spinta in avanti: che si tratti della brutalità condivisa con Regis nei British Murder Boys o degli assalti all’arma bianca con il suo moniker principale, passando per una riscoperta dell’analogico e l’uso esperto dei trucchi del DAW.

Quella proposta oggi da Anthony Child è una techno registrata ancora in presa diretta, da godere al buio nell’energia del club. Nove tracce (tolta la meditazione sciamanica digitale di Dying) ben innestate sui capisaldi del minimal: groove in lama metallica, il loop come perno centrale di una narrazione sempre e comunque claustrofobica, microdrop, effettistica dub maneggiata con la solita sapienza e maestria che ci accompagna ormai da trent’anni.

Tracklist
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Discografia
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  • 1 Serpent Void
  • 2 Soul Fire
  • 3 Divine Shadow
  • 4 Forgotten Gods
  • 5 Dying
  • 6 Infinite Eye
  • 7 Triple Threat
  • 8 Empty Cloud
  • 9 Fall
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