Album

Natural Brown Prom Queen

9 Settembre 2022 rnb

Questo è uno dei preannunciati dischi che lasceranno il segno nel 2022 all’interno del monitorato giro delle musiche che incastrano pop e hip hop, dell’r’n’b bagnata nella disco come nel soul. Lei è Brittany Parks, in arte Sudan Archives, e il disco Natural Brown Prom Queen. Disco che segue il debut Athena, prova che avevamo descritto su queste pagine come fresca come l’acqua e ricca di conturbanti esotismi.

Software e violino, produzione e canto, sono gli elementi fondanti di una proposta che alterna temi come razza e consapevolezza, gioia e famiglia, a un insieme di produzioni multi-stratificate quanto eleganti e ottimamente apparecchiate da MonoNeon, Simon on the Moon, Hi-Tek e Nosaj Thing. Non manca l’elemento future / concettuale à la Janelle Monaé o Kelela, l’eclettismo di una Santigold (anche lei fuori con un album) e nemmeno la personalità canora che fa scattare naturali paragoni con grandi come Erykah Badu o Janet Jackson. Nemmeno il rap le manca, e del resto ne abbiamo anche nell’ultimo album di Beyoncé, a riprova che la versatilità è fondamentale per un’artista r’n’b anni ’20.

Il disco esce su Stones Throw, ma scazzati brani synth funk come It’s Already Done, sono più interludi che non il piatto forte di un disco larger than life, difficile da catalogare secondo un taglio o una direzione specifica, in cui anche l’elemento autobiografico, come l’amato violino, vengono fagocitati in un prismatico tutto che innanzitutto vuole infondere gioia ma che, se vogliamo trovargli un difetto, a tratti ubriaca e un poco si perde. Qualche filler c’è, non va nascosto, ma Natural Brown Prom Queen rimane un must del 2022 per questo tipo di sonorità.

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