Album

Luna Masoleum

23 Gennaio 2026 hardrock

Secondo album per i Sky Valley Mistress, duo del Nord Ovest dell’Inghilterra dedito a un canonico 70s sound in traiettoria stoner. Il nome scelto dalla band rimanda subito ai Kyuss e al loro Welcome to Sky Valley, conferma già evidente nell’esordio del 2020 registrato nel deserto del Mojave, quando ancora erano un quartetto.

La particolarità della formazione non è tanto Kayley “Hell Kitten” Davies, che canta con accenti alla Grace Slick, né le chitarre corrosive di Maxwell “Leather Messiah” Newsome, ma la tecnica: entrambi suonano assieme diverse parti del drum kit, creando un interplay insolito per l’hard rock contemporaneo. Più significative sono però le influenze, che emergono in brani come The Exit List, capaci di allontanarsi dal classico riffo-rama sabbathiano, o in Live Past Life, che rimanda ai QOTSA, aprendosi a visioni americane e lounge, di area Air persino (An Eagle’s Epitaph). In Too Many Ghosts soffia un vento irlandese, quello dei primi U2, No Sleep guarda al blues primitivo di Jack White, mentre momenti più sospesi come House Of The Moon rimandano più classicamente ai Led Zep più folk.

Ci siamo capiti, mantenendo la barra sull’hard rock, in Luna Mausoleum i Sky Valley Mistress dimostrano padronanza del loro vocabolario sonoro, ma non sembrano avere brani capaci di farli emergere definitivamente oltre la schiera degli appassionati del genere.

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Discografia
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  • 1 An Eagle’s Epitaph
  • 2 The Exit List
  • 3 Too Many Ghosts
  • 4 No Sleep
  • 5 House Of The Moon
  • 6 Live Past Life
  • 7 White Night
  • 8 Thundertaker
  • 9 Blue Desert II
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