Album

Constant Blue Light

9 Aprile 2021 techno

Mollando la presa sul dancefloor dei precedenti The Dirt On Our Hands (2020) e The Light Touch (2019), Guy Alexander Brewer, in arte Shifted, continua a scandagliare i meandri più cupi della techno, questa volta più che mai per convergenze parallele con la fu Raster Noton. Con un titolo che pare fare il paio con gli album generativi di Brian Eno, in Constant Blue Light troviamo il lato più texturale e ambientale del sound del producer britannico, costretto come tutti noi a un ritiro forzato dal circuito dei club.

Le cromature, il freddo, e la notte rimangono il filo conduttore, ma a cambiare è la concitazione generale. Shifted esce dai binari di Detroit per imboccare quello morto dell’ambient isolazionista. Glitch, passi (più che bassi), ombre in lontananza e nebbia fitta costituiscono gli elementi fondanti di un disco non certo immediato, eppure con il suo perché, catartico nei termini di attenzione e brivido. Se in Into Your Ocean il riferimento è al non musicista sopracitato, in Several Instances a venir chiamati in causa sono i Pan Sonic di A con tutto il carico di thrilling sottopelle del caso. Se sentite la mancanza del duo finnico e siete appassionati de La Cosa di Carpenter, è il caso di prestare un ascolto rigorosamente in cuffia a questo, valido, Constant Blue Light.

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