Album
There's Always Next Year
-
Tony D'Onghia
- 5 Settembre 2023
Da quasi un decennio la Analogue Attic Recordings, una delle più stimolanti label australiane, presenta al mondo intero alcuni dei più interessanti artisti della scena elettronica locale e si fa ambasciatrice dell’originale interpretazione del genere che questi propongono, in maniera particolarmente libera da troppe soffocanti influenze esterne. I due fondatori, Alex Albrecht e Sean La’Brooy, si alternano anche in veste di produttori all’interno del roster, sia con lo pseudonimo di Albrecht La’Brooy che singolarmente; come è nel caso di questo There’s Always Next Year che dello stesso Sean La’Brooy porta la firma.
Affiancato da Leo Yucht alla batteria e Greg Carleton al sax, il produttore intesse un organico e morbido tessuto strumentale. Una interpretazione della house jazzy, sognante e profonda la sua, confinante con le rilassate e rilassanti ritmiche a battuta bassa del downtempo e che sa di tiepide serate di fine estate o di inizio autunno. Il numero ridotto di tracce – sei, tutte strumentali e legate da un filo rosso a tema filosofico/sportivo – è l’unico difetto di un EP che si vorrebbe non finisse mai di regalare buone e distensive vibrazioni.
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