Album

Inshallahlaland

4 Febbraio 2022 concreta fieldrecordings elettronica experimental

Con Inshallahlaland, lavoro pubblicato dalla Room40, label australiana dedita agli sperimentalismi di frontiera gestita da Lawrence English (che ha collaborato attivamente alla produzione dell’album), i fratelli Mohammad e Mehdi Mehrabani-Yeganeh, in arte Saint Abdullah, proseguono con convinzione sulla strada tracciata da Where Do We Go, Now? (2020) e dal successivo To Live A La West (2021): un discorso elettronico punteggiato da field recordings e samples pescati a strascico dal profondo delle loro sensibilità orientoccidentali, attraverso una densa rete di riferimenti personali e sociali.

Il risultato è un incubo lucido malinconicamente abrasivo, impegnativo ma appagante: i 22 minuti di Glamour Factory ruotano intorno alla voce di un doppiatore di film iraniano, riflesso delle loro/nostre molteplici identità; le bordate al rumor bianco che sostengono Blurring Of Management Theory sono stemperate da un sonar di due-accordi-due; sul cosmic glitch-jazz di 4000 Rat Patrol Posters si appoggiano ipnoticamente voci lontane, sempre presenti; Chiasmatic Relations rimesta suoni e falsi ricordi di una Persia senza prìncipi.

 

 

 

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