Album
Folkocracy
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Elena Raugei
- 30 Maggio 2023
Annunciato lo scorso marzo e pubblicato il 2 giugno 2023 da BMG, il nuovo album di cover Folkocracy è il decimo LP di Rufus Wainwright, tre anni dopo Unfollow The Rules.
Wainwright, figlio di Loudon III e Kate McGarrigle, è ormai da un quarto di secolo tra i più autorevoli compositori viventi. Proprio il 2023, infatti, ha segnato anche il venticinquennale dell’omonimo album d’esordio del 1998, contenente piccoli cult di queer pop barocco come Foolish Love e April Fools (a suo tempo arrangiata da Van Dyke Parks). In data 19 maggio 2023 Geffen ha reso disponibile una nuova edizione per celebrarne l’anniversario, Rufus Wainwright (25th Anniversary Edition), con le versioni rimasterizzate dei brani originali, oltre ad alcune tracce già rese disponibili nel box set del 2011 House Of Rufus e tre outtake del tutto inedite.
Come preannunciato dal suo titolo (e dalla foto d’antan in copertina), Folkocracy è il lavoro più strettamente connesso alle radici folk del songwriter canadese, alla sua infanzia spesa tra festival e concerti di famiglia, nel tentativo di dare loro omaggio e al contempo rinnovata linfa, a seguire quindi il già citato debutto omonimo, il successo di Poses, gli sfarzosi e speculari Want One e Want Two (da considerarsi un unico capolavoro), il funereo e minimalista All Days Are Nights: Songs For Lulu, l’eterogeneità e la policromia melodica di Release The Stars e Out Of The Game – rispettivamente realizzati assieme a Neil Tennant dei Pet Shop Boys e Mark Ronson – e appunto il precedente Unfollow The Rules, un classico ritorno all’elegante forma-canzone strutturato in tre atti. Senza contare altre operazioni sui generis come tributi a Judy Garland, stesure di opere e adattamenti dei sonetti di Shakespeare.
Prodotto da Mitchell Froom, Folkocracy è anche l’occasione per festeggiare gli imminenti cinquant’anni di Rufus, che ha per l’appunto definito l’album quasi come «la registrazione di una festa di compleanno e un auto-regalo di compleanno». Non a caso il padrone di casa ha invitato, a sua stessa detta, tutti i cantanti che ammira sul serio e con cui avrebbe voluto da sempre duettare, pescando tra colleghi, amici, parenti. Nonostante la foggia acustica perlopiù intimista dei pezzi, seppur provvisti di archi, strumenti a fiato e quant’altro garantito da una backing band di sei elementi, è dunque in questo ulteriore e legittimo sfizio di apertura alle collaborazioni che si può rintracciare stavolta l’immancabile attitudine massimalista di Wainwright.
I singoli scelti come anticipazione sono la murder ballad appalachiana Down In The Willow Garden con Brandi Carlile, Heading For Home con John Legend e Harvest con Andrew Bird & Chris Stills. Al resto del disco partecipano poi, tra gli altri, Madison Cunningham, Sheryl Crow, ANOHNI (nella reinterpretazione di Going To A Town, un classico autografo da Release The Stars, e in precedenza coinvolta nella strepitosa Old Whore’s Diet, da Want Two), David Byrne, la sorella Martha Wainwright, il succitato Van Dyke Parks e la zia Anna McGarrigle.
La scaletta è costituita nel complesso da quindici episodi, cioè tredici standard folk re-immaginati per l’occasione (incluso Twelve Thirty (Young Girls Are Coming To The Canyon) dei The Mamas & The Papas), la re-incisione per l’appunto di Going To A Town e una riformulazione di Nacht und Träume di Franz Schubert.
Più invecchio, più apprezzo quanto sia preziosa la mia conoscenza del folk, radicata in me sin da bambino. Provengo da una vera e propria folkocrazia che si è mescolata ampiamente con altre folkocrazie come quelle dei Seeger e dei Thompson. Sono passato all’opera e al pop. Adesso sono tornato dove tutto è cominciato. Rufus Wainwright
Tracklist
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Discografia
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- 1 Alone
- 2 Heading for Home
- 3 Down in the Willow Garden
- 4 Shenandoah
- 5 Nacht und Traume
- 6 Harvest
- 7 Going to a Town
- 8 High on a Rocky Ledge
- 9 Kaulana Na Pua
- 10 Hush Little Baby
- 11 Black Gold
- 12 Cotton Eyed Joe
- 13 Arthur McBride
- 14 Wild Mountain Thyme
