Album
Living Room
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sentireascoltare
- 4 Gennaio 2023
La cifra stilistica di Roméo Poirier, lo scrivevamo in occasione di Hotel Nota, ha confini – insieme ben definiti ma al contempo sfumati – che per questo terzo album non potevano trovare casa migliore della Faitiche proprio di quel Jan Jelinek così centrale e importante nella proposta del musicista francese.
Per questo disco sono quindi ancora una volta centrali i loop, così come lo è un gusto per la fluidità – qui rappresentata, e non solo idealmente, dall’utilizzo di veri e propri speaker subacquei e idrofoni. Massima espressione di ciò, una Porte Contre da vero e proprio thriller, con tanto di marimbe e sinuosità acusmatiche che arriva dopo un terzetto di composizioni tra sinistre atmosfere BOC via Badalamenti (Statuario) e gustosi sciabordii che rileggono il succitato JJ (Bespoke). Quelle che in Hotel Nota erano quindi psicogeografie agostane, come scrivevamo, oggi sono altrettanto paesaggi interiori sommersi: ad aggiungere a ciò, però, un metaforico dialogo tra la forma e la sostanza, Poirier per la prima volta utilizza anche elementi vocali tratti da una serie di campionamenti “ereditati” dal padre (Anna, con le sue hauntologie esotiche, Le case degli altri, con un jazz incantato in loop, ma anche la deteriorata Superstudio in chiusura).
Nel suo defluire ovviamente ambient, questo Living Room non dimentica comunque elementi ritmici, siano i loop cadenzati o veri e propri scheletri di basso (Muscle de sable), a tratteggiare un’autobiografia e una storia familiare che vengono dunque percepite e raccontate dal loro sommerso.
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