Album

Hymns From the Hills

3 Aprile 2026 punk goth post-punk

Erano attesi al varco i Poison Ruïn dopo l’interessante esordio Härvest del 2023. Gli americani guidati da Mac Kennedy rispondono con un secondo album (intitolato Hymns From the Hills e pubblicato ancora su Relapse) che è una sorta di passo di lato, un lavoro che probabilmente non sarà in grado di fargli fare un importante salto in avanti ma che al contempo affina il suono, inserendo anche qualche sporadico elemento inedito.

Parliamo sempre di una sorta di (post)punk/deathrock grezzo e a tinte scure alla Christian Death con una sorta di estetica medievale usata come allegoria sociale del contemporaneo ma in questa occasione si affacciano immaginari spacey (deserti lunari) e fantasy/mitologici. Alle radici orgogliosamente DIY-punk si intrecciano blast beat furiosi (The Standoff), il primitivismo claustrofobico alla Killing Joke ma anche passaggi vicino a certo metal 80s (la titletrack, una sorta di versione street punk dei Motörhead) e al punk più marcio. Rispetto all’esordio il suono si fa più pulito ma parlare di produzione patinata sarebbe assolutamente errato: il risultato è ancora piuttosto lo-fi con un missaggio che premia l’urgenza e l’impasto torbido di chitarre e drumming serrato.

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