Album
Dragon’s Return
-
Stefano Pifferi
- 12 Settembre 2025
Il ritorno dell’australiano Oren Ambarchi, a poca distanza dal terzo volume dell’esperienza Ghosted, è questo Dragon’s Return, ovvero “A meditative, folk-inflected score rooted in improvisation”, come giustamente evidenzia la press. Ambarchi e il sodale chitarrista norvegese Fredrik Rasten si sono messi alla prova della sonorizzazione affrontando Drak sa vracia, film del 1968 del regista (all’epoca cecoslovacco, divenuto, dopo la separazione, autore di culto per la filmografia slovacca) Eduard Grečner, nell’ambito del Videodroom Festival di Ghent nell’ottobre dell’anno scorso.
Il film, un “dramma rurale capace di coniugare vari aspetti della cultura contadina del luogo, tra cui la religione e la superstizione”, è stato reso musicalmente dall’interazione tra Ambarchi (alla chitarra elettrica, percussioni e flauto) e Rasten (alla chitarra a 12 corde e voce) con un percorso di astrazione (dalle proprie precedenti esperienze) e introiezione (delle dinamiche esistenziali alla base del film) che ne evidenzia sia l’aderenza alle vicende raccontate sia una modalità espressiva piuttosto intimistica.
Il risultato è ipnotico e al contempo folkeggiante (nel senso più etimologico del termine), con distese di suoni eterei e evocativi che si sviluppano come droni fluttuanti. Le volute della trasfigurata chitarra dell’australiano, lo straniante flauto e le corde quasi orchestrali del norvegese contribuiscono a tratteggiare un compendio sonoro di prim’ordine alle vicende crude narrate nel film.
Il disco è in uscita per l’etichetta belga Viernulvier, in edizione vinilica limitata a 300 copie.
Tracklist
Streaming
Spotify
Voti
Amazon
Discografia
Vota
- 1 Part I
- 2 Part II
Keiji Haino / Jim O'Rourke / Oren Ambarchi
Each side has a depth of 5 seconds A polka dot pattern in horizontal array A flickering that moves vertically
21 Maggio 2021