Album

Never On Sunday

28 Aprile 2023 techno house elettronica

Tra gli iniziatori della scena elettronica di Detroit e ad oggi tra quelli più longevi e prolifici, gli Octave One possono vantare una lunga discografia ed una reputazione cosi solida che rende ogni presentazione quasi superflua, almeno per gli appassionati ed i conoscitori. Contraddistinti da una produzione ricca e variegata che fa dell’ecclettismo stilistico il suo punto di forza, i fratelli Lenny e Lawrence Burden – a cui si affiancano occasionalmente anche altri tre rappresentanti della famiglia Burden, ovvero Lance, Lorne e Lynell – sono in grado di passare senza apparenti incongruenze da un tipico dj tool di stampo techno senza compromessi a un riempipista house dall’alto potenziale commerciale come è stato il caso della hit Black Water, pubblicata originariamente nel 2000 e da allora riproposta in varia forma attraverso remix e ristampe, arrivando a più astratti esperimenti elettronici con puntate in territori più propriamente hip hop e downtempo. Un eccletismo per nulla forzato che invece rispecchia molto bene la storia e l’evoluzione che la scena detroitiana ha subito nel corso dei decenni, facendo tesoro di tutto ciò che ha musicalmente prodotto.

Questo spirito è ben rappresentato dal nuovo Never On Sunday, album che comprende le tracce incluse nell’EP Contemplate, pubblicato nel 2021, ed espandendole con l’aggiunta di nuove produzioni e, in versione Deluxe, remixes curati niente meno che da Orbital, Skream, Kevin Reynolds e P41.

Anche in questo caso lo spettro stilistico ed emotivo passa dalla melodiche Contemplate e Price We Pay, interpretate da Karina Mai, all’electro-pop di The Bearer, sempre imbellito dalla voce della suddetta cantante, andando poi a spaziare anche in territori più propriamente addiacenti alla techno tradizionale, come è il caso di A Moment Of Truth o Tiers Level A – che vanta una contagiosa linea circolare di basso classico marchio di fabbrica della techno detroitiana più accessibile, anthemica e peaktime-oriented – ma osando anche abbandonarsi a brani più atmosferici ed astratti, come è il caso di Metal Forest, Lifelike e Mona. Come già accennato, cigliegina sulla torta i remix tra i quali spicca ovviamente quello curato dai britannici Orbital che fanno propria la materia prima dell’originale Price We Pay aggiungendo generose dosi della loro inimitabile magia sonora.

Tracklist
Streaming
Spotify
Voti
Amazon
Discografia
Vota
SentireAscoltare

I più ascoltati