Album

An Undying Love for a Burning World

20 Marzo 2026 metal sludge doom post-hc postmetal

“We need this, perhaps more than ever”: a quasi quarant’anni dagli esordi hardcore punk, a trentaquattro anni da quel Souls at Zero che definì per la prima volta lo sludge metal atmosferico e a dieci anni dal precedente Fires Within Fires, tornano – a sorpresa – i Neurosis con un album intitolato An Undying Love for a Burning World. Con il co-fondatore Scott Kelly uscito malamente dalle scene, l’inaspettata rinascita coincide con l’ingresso nella formazione di Aaron Turner, nome storico dello sludge già alla guida – tra gli altri – di Old Man Gloom, SUMAC e soprattutto Isis, forse la band che – ormai più di vent’anni fa – veniva maggiormente accostata ai californiani.

Una vera manna dal cielo per tutti gli appassionati del genere (e non solo) lunga oltre un’ora nella quale ritroviamo quel mix di ferocia e toni apocalittici, di inferi e gelo che ha reso iconici alcuni dei loro migliori lavori (Through Silver in Blood e A Sun That Never Sets per citarne due) ma anche una maggiore propensione al post-rock e all’utilizzo di sintetizzatori. Un lento, inesorabile, cammino verso la fine del mondo, fino a quella Last Light che chiude il disco nel migliore dei modi.

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Discografia
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  • 1 We Are Torn Wide Open
  • 2 Mirror Deep
  • 3 First Red Rays
  • 4 Blind
  • 5 Seething and Scattered
  • 6 Untethered
  • 7 In the Waiting Hours
  • 8 Last Light
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