Album
An Undying Love for a Burning World
-
Riccardo Zagaglia
- 20 Marzo 2026
“We need this, perhaps more than ever”: a quasi quarant’anni dagli esordi hardcore punk, a trentaquattro anni da quel Souls at Zero che definì per la prima volta lo sludge metal atmosferico e a dieci anni dal precedente Fires Within Fires, tornano – a sorpresa – i Neurosis con un album intitolato An Undying Love for a Burning World. Con il co-fondatore Scott Kelly uscito malamente dalle scene, l’inaspettata rinascita coincide con l’ingresso nella formazione di Aaron Turner, nome storico dello sludge già alla guida – tra gli altri – di Old Man Gloom, SUMAC e soprattutto Isis, forse la band che – ormai più di vent’anni fa – veniva maggiormente accostata ai californiani.
Una vera manna dal cielo per tutti gli appassionati del genere (e non solo) lunga oltre un’ora nella quale ritroviamo quel mix di ferocia e toni apocalittici, di inferi e gelo che ha reso iconici alcuni dei loro migliori lavori (Through Silver in Blood e A Sun That Never Sets per citarne due) ma anche una maggiore propensione al post-rock e all’utilizzo di sintetizzatori. Un lento, inesorabile, cammino verso la fine del mondo, fino a quella Last Light che chiude il disco nel migliore dei modi.
Tracklist
Streaming
Spotify
Voti
Amazon
Discografia
Vota
- 1 We Are Torn Wide Open
- 2 Mirror Deep
- 3 First Red Rays
- 4 Blind
- 5 Seething and Scattered
- 6 Untethered
- 7 In the Waiting Hours
- 8 Last Light
