Album
The Sweet Goodbye
-
Riccardo Zagaglia
- 1 Agosto 2026
“La resa è quella giusta e dei live parlano un gran bene… in attesa dell’esordio lungo” dicevamo in chiusura della scheda dell’EP My Eyes, Brother!. L’attesa è durata forse più del dovuto (tanto che l’hype che avevano suscitato le loro uscite tra il 2022 e il 2023 è oggi è meno intenso) ma finalmente gli Opus Kink hanno pubblicato l’album di debutto intitolato The Sweet Goodbye.
Dieci tracce che ribadiscono (e forse in parte ripuliscono) uno stile che unisce post-punk, sax come elemento centrale, teatro (vaudeville), ritmiche dritte e il carisma vocale di Angus Rogers che sta a metà tra Joe Strummer e Nick Cave. Strizzano l’occhio ad accenni quasi radiofonici nell’iniziale Come Over, Do Me Wrong (con inflessioni klezmer), nel tiro indie 00s di Will It Come For You? e nel groove dance-punk di The Head Tree (con il feat delle New Eves) ma l’anima rimane decadente e brani come l’ottima Peckham Nocturne (un goth-blues dai contorni noir) lo dimostrano ampiamente. Gli elementi in gioco sono tantissimi, eppure i brani arrivano diretti e immediati, come se fossero sempre esistiti.
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