Album
Giant Palm
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Stefano Solventi
- 28 Luglio 2022
Già bassista per le Goat Girl, da cui è uscita nel 2019, Naima Bock esordisce con questo album che rimette in circolo tutte le influenze che ne hanno contraddistinto l’ancor giovane vita: bossa nova, jazz, folk, uno sguardo trasognato rivolto a certo pop-rock alternativo. Registrato con Dan Carey (boss della Speedy Wunderground) nel suo studio di Streatham, Giant Palm si avvale della collaborazione di oltre 30 musicisti e vede alternarsi orchestrazioni acustiche complesse ed episodi essenziali, talora in combinazione con arrangiamenti sintetici.
Il timbro caldo e profondo di Naima rappresenta il filo conduttore di una scaletta che sembra un languido, esausto manifesto contro il logorio della vita moderna, una critica ai ritmi nevrotici che strattonano senza tregua né pietà (vedi ad esempio Campervan e la title track, che un po’ fanno pensare a degli Stereolab sotto Xanax). Altrove prevale un piglio più astratto, come l’invocazione perturbante tra evanescenze sintetiche di Dim Dum, mentre l’afflato bossa emerge tra quadretti deliziosamente folk-revival (Toll) o in purezza (O Morro), ricordando per certi versi quello che faceva Cibelle una ventina di anni fa, o se preferite una versione più disincantata e meno estrosa di Devendra Banhart.
Disco interessante, che deve molto al concepimento e alla realizzazione di una dimensione sonora tanto raffinata quanto narcotica, quasi a suggerire una realtà alternativa, dai ritmi più blandi e sognanti, un tempo insomma più denso e (quindi) umano. Meno bene le intuizioni melodiche, non particolarmente brillanti, che assieme alla voce (volutamente?) monocorde conferiscono all’insieme una certa rigidità. Resta in ogni caso un lavoro di debutto considerevole: obbligatorio segnare in agenda il nome di Naima Bock e tenerlo d’occhio.
Tracklist
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Discografia
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- 1 Giant Palm
- 2 Toll
- 3 Every Morning
- 4 Dim Dum
- 5 Working
- 6 Natural
- 7 Campervan
- 8 Enter The House
- 9 Instrumental
- 10 O Morro
