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MK 3.5: Die Cuts | City Planning

4 Novembre 2022 pop rnb elettronica hiphop beats

Difficile inquadrare la cifra stilistica dei Mount Kimbie arrivati quest’anno, a tredici anni dalla formazione e al doppio album in questione, MK 3.5: Die Cuts | City Planning. Un disco diviso in due, prodotto separatamente da un duo che lo ha voluto immaginare come due facce di una stessa medaglia.

Die Cuts è il prodotto di Dom Maker, nel frattempo emigrato a Los Angeles e produttore accreditato nei giri che contano, un disco caldo e colorato, pieno di collaborazioni a base della ricetta più spendibile al momento, un intingolo di hip hop, r’n’b e pop. City Planning è invece l’opera di Kai Campos, più astratta e elettronica, suburbana e indubbiamente UK, senza ospiti e perciò figlia di quel modo solipsistico di fare musica che da Burial in avanti non ha mai smesso di fare proseliti.

All’inizio i Mount Kimbie rientravano nel novero degli artisti post-dubstep in un frangente storico in cui James Blake (amico di lunga data e tuttora sodale featurer), e Actress erano entrambi presenze fantasmatiche all’interno di un continuum UK in dissoluzione, sonorità a loro modo hauntologiche (Fisher docet).

Crooks & Lovers, il debut che li ha messi sulla mappa, mostrava la parte di quel suono che meglio dialogava con l’Hip Hop di casa Anticon, quello che all’epoca chiamavamo wonky, e una bella dose d’astrazione folktronica. Un azzeccato mix di basi sincopate, chitarrine registrate con cellulare, vocalizzi e linee synth tagliuzzate, fondali techno dub, glitcherie, e altre suggestioni clubbiste che forgiò il successo di un’opera prima che molti appassionati e addetti ai lavori considerarono un instant classic, forse un poco sovrastimandola, sicuramente perché zeitgeist di una certa sensibilità a cavallo del decennio.

I dischi successivi hanno visto il duo professionalizzare l’output con occhio di riguardo per un pubblico trasversale ma attento, un po’ come trasversali ma attenti erano i loro gusti musicali. Si sono voluti musicisti e cantanti prima che producer, aprendosi quasi subito ai feat., al pop e all’Hip Hop (pur sopra le righe, vedi King Krule) e proponendo un live con la band piuttosto che show nascosti dietro ai visual che avevano fatto il loro tempo.

In Cold Spring Fault Less Youth (2013) e Love What Survives Dom e Kai hanno sviluppato album variegati ma con taglio preciso, downtempo il primo, post-punk il secondo, collocandosi entrambi come prismatiche presenze di trend e tendenze nei rispettivi anni di uscita. Dischi da producer degli anni ’10, ovvero produzioni contaminate in cui la stessa definizione del produttore è da intendersi come parte di una proposta più complessa e variegata (vedi Nicolas Jaar, SBTRKT, lo stesso Blake, Caribou ecc.), attenta com’è a una spendibilità oltre il dancefloor ma anche oltre l’elettronica.

Arrivati al 2022, i Mount Kimbie, separati dall’atlantico ma uniti dal web, esistono ancora come progetto ma al netto di influenze e versatilità facilmente elencabili, definirne la peculiarità rimane un grosso interrogativo. C’è senz’altro un tocco elegante, liquido, maculato, ma è senz’altro più immediato parlare di attitudini: Maker è sul pezzo con produzioni che oggi fanno gola tanto a Rosalía quanto a Jay-Z o Slowthai, Campos continua una tradizione di acquatica UK techno e House come abbiamo visto nel loro Dj Kicks del 2018.

E dagli assaggi del doppio il disco la cosa è chiarissima: nella sognante F1 racer Kučka (giro Flume, Asap Rocky ecc.) canta una melodia r’n’b figlia della trap come dell'(elettro)latinità imperante, mentre in locked in altri ospiti come Maxo Kream e, soprattutto, Pa Salieu mettono in atto quelle commistioni tra Hip Hop, trap e grime che Skepta e Stormzy hanno ampiamente sdoganato.

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Discografia
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  • 1 dvd (feat. choker)
  • 2 in your eyes (feat. slowthai & danny brown)
  • 3 f1 racer (feat. kučka)
  • 4 heat on, lips on
  • 5 end of the road (feat. reggie)
  • 6 somehow she’s still here (feat. james blake)
  • 7 kissing (feat. slowthai)
  • 8 say that (feat. nomi)
  • 9 need u tonight
  • 10 if and when (feat. wiki)
  • 11 tender hearts meet the sky (feat. keiyaa)
  • 12 a deities encore (feat. liv.e)
  • 13 Q
  • 14 Quartz
  • 15 Transit Map (Flattened)
  • 16 Satellite 7
  • 17 Satellite 9
  • 18 Satellite 6 (Corrupted)
  • 19 Zone 3 (City Limits)
  • 20 Zone 2 (Last Connection)
  • 21 Zone 1 (24 Hours)
  • 22 Industry
  • 23 Human Voices
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