Album

Studio

6 Settembre 2024 elettronica

Da sempre affascinato dal rapporto tra tempo e spazio, suono fisico e esperienza d’ascolto, supporti tecnologici e ambiente umano, Robert Henke torna a pubblicare a nome Monolake, mantenendo saldo il suo posto tra i pionieri della musica elettronica contemporanea.

A quattro anni dal ritmato Archaeopteryx, Studio ci presenta Henke alle prese con nuove e visionarie esplorazioni ai confini tra techno, ambient e dub, generi che ha contribuito a plasmare fin dagli anni ’90, quando il suo progetto esordì per la Chain Reaction dei Basic Channel. Le radici di Monolake sono, infatti, profondamente radicate nella sua storia personale: dai Kraftwerk, citati in più di un’occasione a partire dal singolo Global Transport (che include un campionamento di Trenitalia), fino al suo fondamentale contributo al canone dub techno.

È uno Studio che parte dai ritmi e, come sempre, la cura maniacale per i dettagli è centrale: dalla spazialità del suono alla profondità dei bassi, passando per un uso magistrale della stereofonia, tutto converge in un’esperienza sonora che va oltre il semplice ascolto. È una musica che si vive, si espande, o meglio, si sincronizza con la performance. Non a caso, il laser show 20232024, presentato a Modena lo scorso capodanno, rappresenta la continuazione della sua celebre installazione Lumière, combinando suono e luce in una performance immersiva.

In Studio, Henke non ha bisogno di dimostrare di essere all’avanguardia; piuttosto, conferma come la sua ricerca continui a stimolare intriganti, ed eleganti, commistioni tra ritmi, suggestioni (anche ancestrali) e ambienti futuribili (in The Elders Disagree gioca di sponda con trip hop e garage uk, in Stasis Field con il post-industrial). Il risultato è qualcosa di profondamente tedesco, del tutto familiare, ma non del tutto prevedibile: musica che, pur richiamando le sue radici, riesce ancora a sorprendere e affascinare, mantenendo viva quella capacità di leggere le invisibili connessioni che quotidianamente ci legano alla tecnologia, da sempre cifra distintiva del suo percorso

La persona allunga la mano verso uno scaffale, individua un supporto di memorizzazione da tempo obsoleto, un foglio di plastica nero e flessibile grande quanto un piccolo libro. La persona lo inserisce con cura in una grande scatola nera, preme un pulsante rosso e aspetta. Vicino, qualcosa d’altro prende vita. La persona inserisce comandi in un terminale e si sposta verso un bellissimo strumento in legno. Diverse ore dopo, il sole ormai tramontato da tempo, la città quasi addormentata, la persona rimuove il disco, spegne la scatola nera e si accorge per la prima volta quel giorno di quanto fossero rumorose le ventole all’interno. La persona preme un interruttore e tutte le piccole luci si spengono. Silenzio e oscurità
dal racconto allegato alla presentazione di Studio

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  • 1 The Elders Disagree
  • 2 Thru Stalactites
  • 3 Signals
  • 4 Cute Little Aliens
  • 5 Intermezzo
  • 6 Global Transport
  • 7 Stasis Field
  • 8 Prime Lundy
  • 9 Red Alphonso
  • 10 Eclipse
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