Album

The Bad Fire

24 Gennaio 2025 indie wave post-rock

A tre anni da As The Love Continues i Mogwai tornano con The Bad Fire, album numero undici di una lunga carriera che si avvia ormai a spegnere le trenta candeline (il debutto Mogwai Young Team risale al 1997, non contando singoli ed EP precedenti). Se quell’album era arrivato in piena pandemia a risollevare gli animi collettivi con un suono sognante (ri)forgiato appositamente da Dave Fridmann, ottenendo discreti risultati in termini di vendite e di accoglienza critica (vedi qui la nostra intervista), stavolta Stuart Braithwaite e soci si affidano a John Congleton, quotato producer americano di area indie (da band di culto come Decemberists e Midlake a nomi di punta del cantautorato art come Angel Olsen, John Grant e St. Vincent, con cui ha vinto un Grammy) per una collaborazione il cui fine è, come la precedente, di innestare nuova linfa in una proposta unica e immediatamente riconoscibile.

Come spiegato dalla band, “the bad fire” è slang scozzese per “inferno”: un titolo dietro cui si nascondono i momenti difficili attraversati da alcuni membri della band in tempi recenti, legati a lutti e malattie: “spesso sentiamo dire dalla gente che la nostra musica li ha aiutati a superare momenti difficili della loro vita, e per una volta è valso anche per noi”.

Ad anticiparlo, Lion Rumpus, lead single in cui gli scozzesi puntano tutto sull’emozione immediata e la catarsi in un massimalismo sonoro che sfodera tutte le loro armi: batteria pesante, incedere epico, solo di chitarra filtrata quasi-metal, bordate di synth e voci trasfigurate dal vocoder in puro stile Mogwai. Il video, che ritrae un dog sitter e i suoi tanti amici a quattro zampe, è firmato da Antony Crook, autore del documentario sulla band If The Stars Have A Sound. All’altro capo dello spettro sonoro si piazza la sintetica God Gets You Back, che si riallaccia al lavoro della band nel campo delle colonne sonore ma anche al formato canzone, nello specifico di stampo shoegaze.

Fanzine Made of Flesh è stata scritta a Brooklyn mentre ero a casa di Alex Kapranos nell’autunno del 2023. Nella mia testa suona come un incrocio tra ABBA, swervedriver e Kraftwerk, anche se potrebbe sembrare ridicolo. All’inizio c’era una voce diretta, ma l’ultimo giorno in studio l’abbiamo registrata con un vocoder. È piuttosto diversa e sono contento di com’è venuta fuori
Stuart Braithwaite

Tra i brani da ascoltare a tutto volume spicca anche Fanzine Made Of Flash, un’onda emozionale che attraversa territori indie rock alla Dinosaur Jr., tra bordate shoegaze, melodie marziane dolcemente dissonanti e un tocco di colorata follia.

Tracklist
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Discografia
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  • 1 God Gets You Back
  • 2 Hi Chaos
  • 3 What Kind of Mix is This?
  • 4 Fanzine Made Of Flash
  • 5 Pale Vegan
  • 6 Hip Pain
  • 7 If You Find This World Bad, You Should See Some Of The Others
  • 8 18 Volcanoes
  • 9 Hammer Room
  • 10 Lion Rumpus
  • 11 Fact Boy
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