Album

Oumuamua

11 Ottobre 2021 ambient elettronica

Con un esigua manciata di uscite discografiche tra EP e album – quelli di profilo commerciale più alto targati Rising High e R & S – il duo MLO non ha mai raggiunto il riconoscimento che altri loro contemporanei hanno conquistato all’interno del panorama della musica elettronica britannica degli anni 90. Un vero peccato perchè ogni singolo brano del duo – composto da Peter Smith e Jon Tye – è tanto valido quanto quelli dei nomi più incensati del genere. È anche vero che i due hanno continuato la propria carriera per vie separate ottenendo nei singoli campi di azione ampi riconoscimenti – Smith in veste di produttore e fonico, Tye fondando l’etichetta Lo Recordings – come è vero che l’onda lunga della loro musica ha continuato negli anni a sorprendere ed affascinare gli ascoltatori più curiosi.

Prova di questo è la raccolta Oumuamua, curata dalla label Music From Memory, che ha messo assieme per l’occasione dodici brani scelti tra gli episodi più rappresentativi della loro discografia, con l’aggiunta di inediti riscoperti tra gli archivi e rispolverati per l’occasione. Con a disposizione la miglior strumentazione dei primi 90s, il duo guardava al passato prendendo ispirazione dalla scena dell’elettronica cosmica tedesca tanto quanto dai pionieristici ambient albums di Eno, ma indirizzava le proprie pubblicazioni al popolo della fiorente club culture di quegli anni. Il tutto senza mettere l’accento sugli elementi ritmici tipici di quel movimento ma al contrario lasciando che fosse la solenne calma dei tappeti di sintetizzatori e la ripetitività dei minimali arpeggi, premonitori di tanta commistione tra elettronica e neo classica, a contraddistinguere la propria produzione.

La raccolta è degna continuazione della serie di uscite targate MFM e denominate Virtual Dreams, al cui primo volume SA ha dedicato una recensione.

Tracklist
Streaming
Spotify
Voti
Amazon
Discografia
Vota
SentireAscoltare

I più ascoltati