Album
Yallah Beibe
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Mauro Bonomo
- 14 Aprile 2023
Yallah Beibe è il secondo album di Yallah Gaudencia Mbidde, aka Mc Yallah. Esce per la family Nyege Nyege/Hakuna Kulala a quattro anni dal debutto (Kubali), e si distingue da subito e ancora una volta per il flow della protagonista che rappa in quattro lingue (luganda, luo, kiswahili e inglese) senza colpo ferire. D’altronde, ce lo raccontava in un’intervista dello scorso anno, di vita vissuta ne ha parecchia da raccontare, e in questo secondo lavoro l’energia esplosiva dei suoi set dal vivo viene cristallizzata a dovere dalle produzioni di tre producer che non agghindano certo coi lustrini le tracce.
Le basi (gansta come reaggegon, drill come trap) di Debmaster, Scotch Rolex e il congolese Chrisman formano uno sfaccettato mosaico cyber-rap che riunisce i ghetti di Africa, UK e Stati Uniti sotto un’unica bandiera post-coloniale. Quella sotto la quale si radunano anche Ratigan Era (in Big Bun), enfant prodige ugandese della dancehall a afrobeats contemporanea, ma anche Lord Spikehart dei kenyoti Duma che in No One Seems To Bother confeziona urla demoniache che sorreggono il flow poliglotta di Yallah.
In dodici tracce che esplorano paesaggi sonori dall’industriale al futuristico (Baliwa), da un danzereccio vagamente apocalittico (le produzioni di Chrisman) alle nubi britanniche nel tocco di Debmaster, è il rap dell’artista ugandese d’adozione a muoversi agilissimo e tagliente, già per molti aspetti riconoscibile e unico. La conferma di un’artista potente e talentosa che può dare ancora molto e di più.
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