Album

Urban Groovescapes

Max Casacci
25 Novembre 2022 breakbeat elettronica

A due anni dal debutto Earthphonia, Max Casacci, co-fondatore e chitarrista dei Subsonica, torna con la seconda fatica discografica, Urban Groovescapes, in uscita il 25 novembre 2022 via 35 mm, sezione cinematografica/sperimentale di 42 Records. Se nel precedente lavoro il producer torinese manipolava suoni naturali, stavolta sono quelli urbani a comporre la base delle nuove composizioni («Mezzi di trasporto, ambienti stradali ma anche oggetti di consumo, sport, la voce di una diva, i rumori di un cocktail bar»).

Una ricerca che concettualmente parte da lontano (dalle prime intuizioni di musica concreta alla derive dei ’90 di Matmos o Herbert), a instradarsi nella scoperta ed esaltazione del sottofondo sonoro che circonda la quotidianità di ognuno di noi. Un viaggio incentrato sul ritmo e sul movimento per ripensare, con ironia e il necessario distacco, il rapporto con lo spazio urbano («Le città cominciano a cambiare solo quando riusciamo ad immaginarle differenti»).

I tram, gli autobus e la metro, che a Torino è storia piuttosto recente, mi affascinano fin da bambino. Sono i vascelli, i bastimenti, i giganti benevoli della città. I loro suoni ci cullano da sempre, ma sono anche suoni che cambiano e talvolta memorie che si perdono.
Max Casacci

Come spiega Marino Capitanio, visual artist che ha curato la copertina del disco, anche la parte grafica vive di tecniche manipolative. L’artwork è infatti tra i primi in Italia a essere realizzato con un’intelligenza artificiale che «replica il processo di campionamento acustico delle tracce del disco, riarrangiando frammenti e colori del codice urbano per creare un nuovo linguaggio visivo».

Un remix che ha prodotto dei paesaggi urbani alternativi, vibranti, con un ritmo ibrido di forme che rompono il modello classico della città.
Marino Capitanio

Ad anticiparlo, Messaggio di Gioia, conturbante brano costruito su suoni provenienti dai mezzi pubblici di Milano e Torino, una music for adverts in cui groove e beat ricalcano il continuum techno / idm britannico ma anche le musiche di James Ferraro. Gli Art Of Noise sono invece il chiaro riferimento dell’opener Anita / Club Edit, pezzo dedicato a Monica Bellucci, la cui voce, sminuzzata a dovere, rimbalza nei tasti di quello che è un beffardo synth pop. C’è una leggerezza tutta kraftwerkchiana e dunque krautamente pop in queste tracce, in cui non manca il sense of humor ma neppure una squisita eleganza (Groove X-Capes).

Urban Groovescapes si ascolta e si gusta, perché tattili sono i suoi timbri e rotondi questi groove puntellati da ritmi ballabili sia nello spazio di un buon paio di cuffie che all’interno di un immaginario cocktail bar futurista. Perché quelle di Casacci sono le melodie di un odierno intona-rumori, un marchingegno che macina le musiche del mondo comprimendole nei modi e nei tempi di una tecnologia e di un sintetico che s’è insinuato nelle nostre vite ad ogni livello. E’ un bene? E’ un male? E’ futurismo con l’antidoto dell’ironia, perché se tutto qui si gioca sul piano dell’azione e del movimento all’ascoltatore viene data la possibilità di poter prendersi gioco della tecnologia stessa e del suo storicizzato mito per la velocità (Tororosso (An F1 racing car)), la competizione e il progresso continuo (ATP Finals but the bass).

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Discografia
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  • 1 Anita/Club edit (A Diva - Monica Bellucci)
  • 2 Groove X-Capes (An XJ perfume flacon)
  • 3 Mixology (A cocktail bar)
  • 4 Messaggio di Gioia (Urban transports Torino/Milano)
  • 5 Messaggio di Gioia (Urban transports Torino/Milano)
  • 6 Tramvia T1 (A tram ride Torino/Firenze)
  • 7 ATP finals but the bass (100% Tennis: but the bass)
  • 8 Tororosso (An F1 racing car)
  • 9 La mia bici acustica (Marco Aurelio’s bike)
  • 10 A mountain city song (Courmayeur Mont Blanc)
  • 11 Gap the mind feat. Oswald Laurence (North 1 London)
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