Album

Spegni la luce

3 Maggio 2024 indie wave

L’amore per gli anni ’80 più romantici e chitarristici, quelli di Cure, Psychedelic Furs, Echo & The Bunnymen, The Sound e Church per intenderci, ha da subito attecchito nel cuore e nelle corde delle band nostrane, che da sempre – più o meno, da Garbo in giù – ne hanno saputo tradurre umori e malinconie adattandoli all’italico idioma. Da quattro decenni il nostro Paese coltiva una discreta tradizione in tal senso, in un’onda oscura e struggente che ha attraversato il sottosuolo musicale confluendo in quella fiumana che è (stato?) il rock indipendente italiano nelle sue tante declinazioni, dai Moda di Andrea Chimenti ai La Crus fino ai Kyrie (chi li ricorda?).

I veneti Maustrap, nominalmente all’esordio discografico ma in realtà veterani della scena (OpenZoe, Etabeta, Aulasei), arrivano oggi a riallacciarsi a quel discorso, in realtà mai interrotto, con le dieci tracce di questo Spegni la luce, concepite ai tempi del Covid in tempi di clausura forzata ma in realtà tutt’altro che cupe e claustrofobiche (ad eccezione dell’omonima e marziale Maustrap): il singolo apripista Masquerade sfoggia, anzi, una chiarissima vena pop, così come Amarcord (che pure in apertura si lascia sfuggire un campione di One Hundred Years) e la malinconica Sera, laddove Inchiostro suona acustica e pensosa come certe cose di Bloodflowers, Soyuz va in levare rievocando i Denovo e Malenica paga il dovuto tributo al maestro Battiato e ai Massimo Volume, nella giusta chiusura di una storia indie rock tutta italiana. Al di là delle influenze, la scrittura di Lele Mancuso è personale e a fuoco, gli arrangiamenti di bassi e chitarre gustosi, tutto senza cadere nei cliché di genere.

Tracklist
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Discografia
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  • 1 Un’estate
  • 2 Masquerade
  • 3 Maustrap
  • 4 Soyez
  • 5 Inchiostro
  • 6 Amarcord
  • 7 Malenica
  • 8 Candy Pharma
  • 9 Sera
  • 10 Non vorrei crepare
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