Album
The Distaff
-
Elena Raugei
- 21 Febbraio 2025
Maud The Moth è il progetto da solista di Amaya Lopez-Carromero, songwriter, cantante e pianista di Madrid, ricollocata in Scozia, attiva anche negli healthyliving. The Distaff , suo quinto album, arriva dal 21 febbraio 2025 in digitale e CD per The Larvarium e in vinile per La Rubia Producciones. Il titolo si riferisce al bastone o fuso su cui si avvolgono lana o lino per la filatura, un oggetto storicamente associato alla virtuosità della figura femminile, di conseguenza al trauma, uno degli argomenti sviscerati assieme a quello dello sradicamento. I possibili riferimenti sono però molteplici, in questa affascinante specie di surreale autobiografia fatta di art-ballad più imperiose che mai, tra i quali spicca l’omonima poesia della greca Erinna, sulla perdita di individualità e capacità di azione in cambio della presunta sicurezza normalizzante del matrimonio.
Composto e arrangiato dalla stessa Amaya Lopez-Carromero, cercando di valorizzare il più possibile la spontaneità delle performance, l’album vede il contributo principale di Scott McLean (Ashenspire, healthyliving, Falloch) a chitarra, sax e synth, che ha anche co-prodotto e registrato il tutto in vari studi del Regno Unito, oltre a quello di Seb Rochford (Patti Smith, Polar Bear, Sons of Kemet) alla batteria, Alison Chesley (Helen Money) al violoncello e Fay Guiffo al violino.
L’eleganza drammatica e virtuosistica del connubio piano-voce, punto di partenza e matassa centrale, si adorna quindi di ulteriori sfumature, a volte deflagrando (nel crescendo della fisica A Temple by the River, negli operismi quasi dream metal di Fiat Lux) o andando alla deriva in spettrali soundscape cinematici (Siphonophores), a volte inglobando field recording naturalistici (in Exuviae) e rielaborando parole altrui (quelle della mistica Hildegard von Bingen nella breve, celestiale O Rubor), mentre l’atemporale immaginario goth-folk affastella ricordi di famiglia e della Spagna rurale, tra vigneti, guerre e migrazioni.
Si viaggia dai canyon spagnoli dell’articolata Despeñaperros, che non lesina staffilate elettriche, ai deserti di Dune della conclusiva, maggiormente sperimentale Kwisatz Haderach. Amaya Lopez-Carromero è anche una strega, o una Bene Gesserit, e qui, più che il fuso di cui sopra, impugna una bacchetta magica che ordisce sia funerali per il patriarcato sia distopie pastorali per animali marini e piumati.
Tracklist
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Discografia
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- 1 Canto de enramada
- 2 A temple by the river
- 3 Exuviae
- 4 Burial of the patriarchs
- 5 Siphonophores
- 6 Despeñaperros
- 7 O rubor
- 8 Fiat lux
- 9 Kwisatz Haderach
