Album
Living
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Mauro Bonomo
- 31 Marzo 2023
Si intitola Living la prima prova lunga del cantautore londinese mark william lewis, già nel giro della World Music Group di Dean Blunt e con all’attivo una manciata di EPs (Pleasure Is Everything e God Complex, entrambi 2022) che ne avevano lasciato intravedere un animo pensoso dalle radici ben salde in quell’inferno che è stato l’inizio degli anni ’90.
Sono domande irrisolte quelle che animano il disco fin da principio: quelle su cui è facile incagliarsi coi pensieri la notte prima di addormentarsi o la mattina presto, alle quali si finisce inevitabilmente col dare risposte vaghe o retoriche, giri di parole stizziti.
lewis, la cui biografia è celata da una quasi imperscrutabile nebbia, cerca di rassicurarsi e insieme illudersi nella splendida ouverture ricamata dal contrabbasso di Otto Willberg; ci sono gli Alice In Chains ai tempi dell’unplugged (Enough), ci sono chitarre dreamy che sembrano uscite da un b-side dei Durutti Column (Romantic Horror, The Heat), c’è la disperazione di un Mark Kozelek (True Attitude Forever) vestendo i cui panni il Nostro si interroga prima di arrivare alla conclusiva title track, in cui una chitarra ossessiva ricama una pari ossessione amorosa.
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