Album

Hymnal

13 Giugno 2025 ambient elettronica folk
!K7

Cinque anni dopo Fountain, opera prima in cui la voce diventava strumento fluido, corale, post-identitario, Lyra Pramuk espande la sua visione con Hymnal. Se il debutto era un ascolto intimo e scolpito nell’astrazione, Hymnal si configura come un’opera terrestre e cosmica, un rito collettivo che mescola vocalità operistiche, folk rituale, elettronica psichedelica, il minimalismo dei maestri Reich e Riley e musica da camera. Un disco di laica sacralità che sembra proseguire il discorso sul medioevo digitale iniziato qualche anno fa.

Registrato tra una cattedrale veneziana e una baita nelle Dolomiti, l’album si avvale delle improvvisazioni agli archi del Sonar Quartett, frasi poetiche rielaborate da un organismo vivente (lo slime mold Physarum), e una moltitudine di loop vocali processati con sensibilità sopraffina. È una musica che si nutre di tradizione quanto di ipertecnologia, che guarda alla natura e all’interconnessione cosmica come fonti di guarigione.

Hymnal è un libro di canti per l’era della crisi climatica, sociale e spirituale. La voce, moltiplicata e smaterializzata, diventa un canale per processare emozioni collettive, evocando la forza del canto come pratica politica e terapeutica. Pramuk non propone una via di fuga, ma un ascolto trasformativo che chiama alla responsabilità e alla cura. Una liturgia per l’oggi che unisce Meredith Monk, Laurie Anderson e la danza estatica dei club.

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Discografia
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  • 1 Rewild
  • 2 Unchosen
  • 3 Render
  • 4 Incense
  • 5 Oracle
  • 6 Babel
  • 7 Meridian
  • 8 Gravity
  • 9 Swallow
  • 10 Umbra
  • 11 Crimson
  • 12 Reality
  • 13 Solance
  • 14 Ending
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