Album

A Stranger to You

17 Luglio 2026 alt metal numetal

I Loathe sono forse la band che più di ogni altra sintetizza in un’unica proposta un po’ tutte quelle che sono state le tendenze del metal “mainstream” dei 20s: il revival del nu/alt, la riscoperta imponente dei Deftones, le contaminazioni del (modern) metalcore con i dettami djent, le derivazioni shoegaze, le produzioni iper-compresse, i tecnicismi sbandierati da chitarristi-social fino alle aperture ruffiane di band come Sleep Token (con i quali hanno collaborato qualche anno fa) o Bad Omens.

I Let It In and It Took Everything (che nel frattempo ha superato quota 300 milioni di ascolti su Spotify) in questo senso rimane uno spartiacque importante, non facile da bissare. Gli inglesi guidati da Kadeem France (ma senza il chitarrista Connor Sweeney) ci provano con A Stranger to You, un album che invece di percorrere binari già battuti amplia ulteriormente lo spettro sonoro avvalendosi di featuring piuttosto variegati, dal duo cyber-industrial Nowhere2Run (Revenant) ai nuovi eroi del mall-core Static Dress. passando per l’icona del nu jazz londinese Mansur Brown (The Way It Breaks) e per il soul&b di Jordan Rakei (The Ladder). Il risultato può risultare divisivo: è difficile maneggiare tutti questi elementi in una proposta coesa e in più di una occasione si ha l’impressione che stiano per fare il passo più lungo della gamba, in ogni caso il patchwork stilistico suona ancora abbastanza genuino (al contrario di Even in Arcadia). Tra gli episodi migliori Fangs (con i suoi vocalizzi quasi soul) e la proggy Gifted Every Strength, pubblicata lo scorso anno.

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