Album

Butu

5 Luglio 2024 elettronica world_etnica

Butu in lingua lingala significa la notte ed è dichiaratamente ispirato alla frenesia urbana del Congo al calar del sole. Tre anni dopo Fongola, che aveva fatto conoscere i KOKOKO! al mondo con un’esplosiva miscela tra il “post-punk più terzomondista e le tendenze più fresche e colorate dell’elettronica mondiale”, tra strumenti autocostruiti, martellanti beat e loop elettronici, arriva un secondo lavoro possibilmente più incalzante e gioioso.

Il collettivo capitanato dal vocalist Makara Bianko con la produzione di Xavier Thomas e AKA Débrui riavvolge il tempo quei Caraibi che anche quest’anno spopolano nelle classifiche internazionali, ne propone un canovaccio teso e caotico in cui innesta dialoghi inaspettati. Che sia la New York dei ’70, oppure il Belgio dei ’90, i campanellini invece che le cowbell, il block party al posto del rave, il risultato non è meno spontaneo ed eccitante: in Bazo Banga sembra di stare ad un party con i Liquid Liquid e le ESG in un multiverso africanocentrico, in Salaka Bien la baldanza dei Technotronic viene ripassata in distopiche scansioni reaggeton con Bianko ad impersonare un credibile James Murphy col burnus.

Questa non è musica di concetto ma d’intuizione, in cui elementi elettronici ed umani s’amalgamo con cibernetiche carnalità: call e response, canti popolari rivisitati, pseudo rap, primitive blues, synth radioattivi, Roland TR-808 o 909 (o relativi plug in), sequencer tenuti assieme con lo scotch, oggetti percossi… tutto questo sono i KOKOKO! Irresistibili.

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Discografia
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  • 1 Butu Ezo Ya
  • 2 Bazo Banga
  • 3 Donne Moi
  • 4 Motema Mabe
  • 5 Mokili
  • 6 Mokolo Likambu
  • 7 Kidoka
  • 8 Motoki
  • 9 Telema
  • 10 Nasali Nini
  • 11 Elingi Biso Te
  • 12 Salaka Bien
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