Album

Qalaq

Jerusalem
8 Ottobre 2021 elettroacustica elettronica world_etnica experimental

Qalaq è il disco di Jerusalem In My Heart, progetto del produttore libano-canadese Radwah Ghazi Moumneh affiancato da Erin Weisgerber, in uscita l’8 ottobre 2021 via Constellation Records, a tre anni da Daqa’iq Tudaiq.

Il lavoro è definito dallo stesso musicista come una sorta di “immagine speculare” della sue precedente fatica in studio: mentre quest’ultimo è stato registrato in presenza con un’orchestra di 15 elementi, il nuovo disco è stato composto con un’ orchestra “smantellata”, attraverso “uno spazio-tempo dissociato/isolato”. Ogni traccia vede il contributo di diversi musicisti, tra cui Lucrecia Dalt, Tim Hecker, Moor Mother, Greg Fox, Rabih BeainiAlanis Obomsawin.

L’album è stato composto durante i mesi di lockdown a Montréal nell’inverno 2020/2021, e le collaborazioni sono state portate avanti a distanza per ovvi motivi. Ho composto l’album a partire da una struttura scarnificata, dando a ciascun collaboratore una sezione da scomporre, modificare, reinterpretare e ricomporre come desiderava. Una volta ricevuti i vari contributi li ho resi miei remixandoli e plasmandoli nella composizione generale in una ritrovata coerenza.
Radwah Ghazi Moumneh

Un disco fortemente politicizzato accompagnato dal peculiare artwork composto da un’immagine scattata a Beirut da Myriam Boulous durante la Rivoluzione d’Ottobre del 2019 in copertina, da una calligrafia di Krystian Sarkis nel retro e da un libretto interno in bianco e nero con immagini delle conseguenze dell’esplosione del porto di Beirut scattate da Tony Elieh.

Elementi che contestualizzano ulteriormente la “profonda preoccupazione” contenuta nella parola “Qalaq”, quella che non prescinde dalla situazione internazionale, pur guardando più nello specifico al Libano: alla politica interna, all’economia e alle infrastrutture al collasso di questo paese, alla tragedia dell’esplosione del porto di Beirut nel 2020 e alle sue conseguenze, alla problematica situazione geopolitica inscindibile da corruzione, disordini, destabilizzazione e violenza continue.

Le tracce del secondo lato dell’album si intitolano tutte ‘Qalaq’, e sono seguite da un numero, ad indicare il grado che la violenza stratificata e complessa ha raggiunto negli ultimi due anni in Libano e nei paesi del Levante. Dal completo fallimento dello Stato libanese, contraddistinto da continue divisioni interne, che ha portato l’economia ad un brusco arresto, alla disastrosa gestione dell’afflusso di migranti in arrivo da stati falliti confinanti. Dalla corruzione endemica che ha portato all’esplosione nel porto di Beirut nell’agosto del 2020, all’ultimo capitolo della cancellazione della Palestina e all’ennesima brutale e sproporzionata campagna di bombardamenti unilaterale su Gaza
Radwah Ghazi Moumneh

Ad anticiparlo ben tre tacce: Qalaq 3, che scivola su profonde linee ambientali su cui si staglia lo spoken word di Moor Mother; il mix di musica da camera e drone etnico di Qalaq 4, realizzato assieme al sound artist e producer libanese Rabih Beaini; e il tiro sospeso di Qalaq 5, arricchito dal tocco free rock dell’ensemble francese Oiseau-Tempête. Ascolto in calce nelle sezioni Streaming e Spotify.

Sulle nostre pagine potete inoltre recuperare la recensione del sopracitato album Daqa’iq Tudaiq del 2018, firmata da Stefano Pifferi.

Tracklist
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Discografia
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  • 1 Abyad Barraq (w/Greg Fox)
  • 2 Sa'at (w/Alexei Perry Cox)
  • 3 Istashraqtaq
  • 4 Tanto (w/Lucrecia Dalt)
  • 5 'Ana Lisan Wahad (w/Farida Amadou & Pierre-Guy Blanchard)
  • 6 Qalaq 1 (w/Alanis Obomsawin & Diana Combo)
  • 7 Qalaq 2 (w/Roger Tellier-Craig)
  • 8 Qalaq 3 (w/Moor Mother)
  • 9 Qalaq 4 (w/Rabih Beaini)
  • 10 Qalaq 5 (w/Oiseaux-Tempête)
  • 11 Qalaq 6 (w/VIZ [Réka Csiszér])
  • 12 Qalaq 7 (w/Tim Hecker)
  • 13 Qalaq 9 (w/Mayss, Mazen Kerbaj, Sharif Sehnaoui & Raed Yassin)
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