Album
The Worm
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Riccardo Zagaglia
- 22 Aprile 2023
Durante la seconda metà degli anni dieci quello degli HMLTD è stato uno dei nomi più chiacchierati della scena londinese extra-speedy wunderground grazie ad alcuni acclamati singoli Is This What You Wanted? (2016) e Satan, Luella, and I (2017) e all’intensa attività live (nel 2018 erano già headliner del Visions Festival con gli IDLES). Il lungamente atteso esordio lungo del 2020 (West of Eden) aveva poi confermato il caotico amore per le sbandate glam-art rock in un frullato eccentrico di r&r, synth punk, cabaret e tante altre cose. Tre anni più tardi Henry Spychalski e compagni propongono The Worm, un lavoro fortemente ambizioso: un concept-album o una rock-opera o entrambe le cose insieme. Il narrato fulcro del disco è a dir poco folle, un distopico setting in una Inghilterra medievale soggiogata dal “verme”, figura-metafora capace di nutrirsi degli individui sia dall’esterno (la società, climate change ecc…) sia dall’interno (l’ego, il potere ecc..). A corredo nove tracce caleidoscopiche che flirtano con l’avanguardia e con il progressive (Wyrmlands), senza dimenticare il sangue glam che da sempre scorre nelle composizioni targate HMLTD. Per l’occasione la band si è fatta aiutare da un coro gospel (protagonista in Worm’s Dream) e da una sezione d’archi composta da sedici musicisti. Talvolta si fa largo la sensazione di “eccesso di eccesso” ma nel complesso The Worm è una prova di coraggio assolutamente riuscita, che sa essere certamente (e volutamente) bizzarra ma anche classica (Days e Lay Me Down). Degno di nota anche l’artwork vagamente Hieronymus Bosch.
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