Album
The Portcullis
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Elena Raugei
- 16 Maggio 2026
Se per il precedente Mountain, il suo esordio da solista al di là della storica attività nel campo delle colonne sonore (ricordiamo la collaborazione con Richard Linklater), il texano Graham Reynolds si lasciava ispirare dai promontori rocciosi a stelle e strisce per stendere musiche tra classica e jazz dal forte piglio inevitabilmente cinematografico, The Portcullis, da lui composto e prodotto, è un album maggiormente sperimentale e omogeneo, nell’ideazione e nella resa. È un’immaginaria colonna sonora fantasy, nata dalla ricerca sulle origini del proprio arco genealogico paterno, che affaccia su sonorità dungeon-synth, per una dark ambient che evoca scenari medievali, più propriamente quelli dei castelli, nello specifico in primis quello del Castello di Launceston, in Cornovaglia.
Per The Portcullis, mi sono immerso nella storia del ramo paterno della mia famiglia. Partendo da mio nonno, un operaio siderurgico che costruì la Cattedrale di Hartford, passando per la mia trisavola, cuoca su una nave a vela gallese, fino al celebre ritrattista dell’Illuminismo, Joshua Reynolds, e infine al noto personaggio del XII secolo Richard Reynell (prima che la grafia Reynolds venisse standardizzata). Reynell era lo sceriffo del Devon e il custode del castello di Lauceston. Mentre Re Riccardo I era impegnato nelle crociate, Reynell si distinse difendendo il castello dall’usurpatore Principe Giovanni. Ho iniziato a realizzare schizzi delle scene e delle storie che immaginavo. The Portcullis segue Reynell di castello in castello, in ordine cronologico, così come furono costruiti dopo l’invasione normanna. Sul petto e sullo scudo di Reynell è raffigurato il simbolo e lo stemma della famiglia Reynolds: una grata. Graham Reynolds
Si salta il fossato e si apre questa saracinesca, che è poi il significato in italiano per l’appunto di The Portcullis, e l’irrinunciabile, affascinante viaggio attraverso quattordici brevi e minimali tappe va dagli arcaici tamburi più archi di Pevensey ai fantasmatici tasti vintage di Lincolia, sino al piano di Grantebrycge, all’epica con ghironda di Oxeneford o alle nebbiose dissonanze avant-creepy dal retrogusto rètro di Wintonia. Un’opera peculiare, avventurosa e misteriosamente nostalgica, sospesa tra differenti portali del tempo, il cui accesso è un’autentica conquista. In alto gli scudi.
Tracklist
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Discografia
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- 1 Pevensey
- 2 Hastinges
- 3 Warwic
- 4 Douera
- 5 Lincolia
- 6 Exonia
- 7 Grantebrycge
- 8 Eboracum
- 9 Dunelmum
- 10 Oxeneford
- 11 Wintonia
- 12 White Tower
- 13 Lauceston
- 14 Portcullis
