Album

soft shakes

5 Settembre 2025 pop psych

soft shakes è l’esordio solista del polistrumentista Go Kurosawa, noto soprattutto per essere stato il batterista della band basata a Tokyo Kikagaku Moyo e il fondatore della Guruguru Brain, etichetta con sede a Rotterdam, dove Kurosawa ha vissuto negli ultimi anni.

Dopo la fine dell’esperienza con la band, e nel mezzo del progetto di rientrare a vivere in Giappone, Kurosawa si è chiuso per cinque mesi nello studio dell’etichetta, dove nel corso degli anni ha raccolto una quantità impressionante di strumenti. Negli otto brani del disco, sono tutti suonati da lui stesso, tanto da poter parlare di una sorta di self-jamsession che comprende: chitarra acustica ed elettrica, basso, tastiere, clarinetto, tromba, batteria, organo, pianofrte, buddha machine, tamburello, woodblock, melodica, campane tubolari, campanacci, fischietti e bongo (e avremo sicuramente tralasciato qualcosa).

Non c’è nessun limite o indicazione: Kurosawa si è messo agli strumenti e ha lasciato la sua creatività svolazzare liberamente dove meglio gli andava. C’è qualche traccia della musica psichedelica dei Kikagaku Moyo, ma declinata in una generale atmosfera malinconica, forse sottolineata dall’avero composto durante i lungi mesi invernali e con la prospettiva che una pagina della propria vita stava per essere voltata. autowalk, scelta come improbabile singolo, è una nenia costruita attorno a un loop vocale e ritmico che rimanda ai mantra e che viene glassata da una tromba gentile. L’incedere sghembo dell’acustica Soredesho? ricorda il gusto di Shogu Tokumaru, mentre Jungle Cooking con il suo incedere circolare sembra mandare in loop il momento in cui un’onda è sul punto di frangersi.

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Discografia
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  • 1 Moon, Please
  • 2 Sada No Umi
  • 3 Soredesho?
  • 4 Green Thing
  • 5 Autowalk
  • 6 Jungle Cooking
  • 7 Rice Harvesting Day
  • 8 Cloud Rock
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