Album
Bones of Dundasa
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Marco M. Boscolo
- 29 Aprile 2026
Il duo che risponde al nome di Glissandro 70 ha esordito nel 2006 e per vent’anni il disco, omonimo, è rimasto l’unica traccia della loro produzione. Nel 2016 c’era stato un tentativo di riprendere una serie di tracce semilavorate, ma per vari motivi non se ne fece niente. Passano altri dieci anni, ed ecco che invece il secondo disco, Bones of Dundasa, vede finalmente la luce. Insomma, è una storia perfettamente indie, di quelle in cui si cancellano per caso file da un hard disk, i due membri del gruppo si vedono, ma non si riesce a fare un passo concreto.
Nel frattempo i due non sono rimasti con le mani in mano, perché si tratta di due veterani della scena canadese (non a caso il disco esce per Constellation): Craig Dunsmuir e Sandro Perri. Soprattutto quest’ultimo è titolare di una produzione sghemba, a mezza via tra un pop scanzonato e una forma arty di ricerca musicale, come si vede anche dall’ottimo Soft Landing (2019). Insieme, i due ci regalano un disco obliquo e dance, tra cover di Arthur Russell (Lucky Cloud con un featuring del trombone di Peter Zummo, collaboratore proprio di Russell), dei Moondog (You The Vandal), fluati bucolici (Five Three Three), un’atmosfera generale da The Books scanzonati. Si muove il piede, con intelligenza con idee che hanno talvolta vent’anni ma non li dimostrano.
Tracklist
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Discografia
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- 1 Lucky Cloud (feat. Peter Zummo)
- 2 Jackpot Pothole Eleven
- 3 Tomber
- 4 Aquatint
- 5 Pad Tide
- 6 Villa Inerane
- 7 Howler Hiccup (VC-10 Eternal Selectric)
- 8 I'm Honkin' Here
- 9 Five Five Three (feat. Jeremy Strachan)
- 10 Five Three Three (feat. Ryan Driver)
- 11 You The Vandal
- 12 Bolan Muppets - Dan Bodan Remix
