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Considerazioni a caldo

17 Aprile 2026 pop cantautori

C’è un tipo che lascia casa, non sa bene dove va, e lungo la strada ci scrive sopra un EP. Giorgio Nieloud chiama tutto questo Considerazioni a caldo: non c’è tempo per rifinire, levigare o aspettare che le cose si sistemino.

Il progetto è cantautorale, con un’impronta socio-politica che potrebbe far pensare a del protest-pop (non più) contemporaneo. E invece no: Nieloud evita scorciatoie e rimandi a Lo Stato Sociale o L’Orso (freschi di reunion). La strada scelta è quella scomoda del classico e la titletrack, con quella melodia che entra in casa senza bussare, sa quasi di Sanremo.

Il fantasma di Battisti aleggia su Gioia e Rivoluzione, mentre Rino Gaetano è convitato di pietra, insieme a un certo combat folk d’annata. In Il Pellegrino siamo dalle parti del prog all’italiana, PFM o Banco del Mutuo Soccorso. Il pezzo forte, però, è La ballata della Naspi: rime argute, ritmo serrato. È il momento in cui Nieloud esce dagli schemi e ci ride su. L’ironia qui diventa strumento politico.

Il pellegrino di cui si canta non è un romantico ma uno che fa i conti con la realtà, perde qualche battaglia, ne vince qualcuna, e poi considera cosa significhi cercare un mondo che ancora non c’è ma che si intuisce, si sente, si costruisce nel frattempo. Quattro canzoni per dirlo. Un giorno, appunto, per registrarle.

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  • 1 Il Pellegrino
  • 2 La ballata della Naspi
  • 3 Gioia e rivoluzione
  • 4 Considerazioni a caldo
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