Album
unum
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Elena Raugei
- 26 Luglio 2023
unum è l’album di debutto del quartetto anglo-maltese a maggioranza queer ĠENN, attualmente di base a Brighton, in uscita il 6 ottobre 2023 per la propria etichetta auto-gestita Liminal Collective, a seguire l’EP Liminal del 2021, promettente ma ancora acerbo, sviluppato a distanza durante la pandemia.
Rifacendosi alla parola latina che indica unità, le quattro musiciste – Leona alla voce, Janelle alla chitarra, Leanne al basso, tutte e tre di origini maltesi, e Sofia alla batteria, quest’ultima cresciuta proprio a Brighton ma influenzata anche dalla cultura giamaicana e da quella portoghese – hanno fuso assieme riferimenti disparati, eppure cementati in un’affascinante visione collettiva, frutto di intense jam session: tonalità orientaleggianti, post-punk e neo-psichedelia, jazz e blues, sperimentazione e teatralità. Per uno degli esordi, sulla carta e da quel che ci è dato di sentire, più interessanti dell’anno, già lo diciamo.
Apolidi ma profondamente connesse agli eventi sociopolitici delle rispettive patrie, le quattro amiche suonano assieme da circa un decennio e si sono per esempio schierate con il movimento a favore dell’aborto in corso a Malta, mentre di pari passo avvertono la responsabilità di parlare di come nazionalità e arte si intreccino problematicamente nel panorama post-Brexit del Regno Unito che le ha integrate a livello operativo.
Un punto di vista che è quello degli outsider per natura, appartenenti a qualcosa così come estranei a quasi ogni cosa, per un album che si focalizza sulla ricerca e sulle contraddizioni dell’individualità e dell’identità, oltre che sulle possibilità di una via di fuga in tempi di rigide sovrastrutture. Ecco spiegato anche il bell’artwork di copertina, dove muri e finestre evocano sensazioni di claustrofobia, «poiché il tempo sembra scivolare via».
Passando ai singoli. Accolto subito benissimo dai media internazionali, Rohmeresse prende titolo dal regista francese Éric Rohmer – perché, da comunicato stampa, i suoi «personaggi negoziano la mondanità della vita quotidiana, cercando di venire a patti con i loro desideri mentre la vita scorre» – per mulinare groove corposo, corde elettriche ficcanti verso Est, cori e vocalità capace di alternare spoken misterici e urla liberatorie.
L’aggressiva, concisa e metallica A Reprise (That Girl) mette in luce il songwriting in terza persona, da fine osservatrice, di Leona Farugia, ispirata da nomi come Virginia Woolf e Jean-Paul Sartre. All’epoca della stesura del pezzo, la ragazza si trovava in disoccupazione, sviluppando un malsano attaccamento nei confronti dei creatori di contenuti online. «Si tratta di essere consumati dalla sensazione di voler essere qualcun altro o ottenere qualcos’altro, essere divorati da così tante informazioni da perdere il proprio tempo ossessionati da esse. Finendo un po’ per impazzire», specialmente in contesti voyeuristici e patriarcali. «Death upon the mundane», l’augurio.
Days & Nights, che ci ricorda a tratti l’urgenza espressiva delle prime Savages, ha sempre a che fare con il tema opprimente del lavoro, quello privo di anima, e procede in uno stato di spavaldo dormiveglia post-tutto in crescendo, accompagnato da un video cupo con le musiciste in smoking e gustose citazioni di Essi vivono di John Carpenter: «Stai sognando un’opzione alternativa, ma sei bloccato nella stessa routine più e più volte», spiega sempre Farugia.
Calypso, il più recente degli estratti, diffuso il 26 luglio, è l’episodio al momento maggiormente connesso alle radici mediterranee. L’isola da cui prende titolo fa riferimento alla terra di provenienza della madre di Janelle Borg, amante di progetti come Altın Gün e Crimi, che si è cimentata in un dream fingerpicking di derivazione folk, nella tradizione għana, perfettamente appaiato a un sax che amplifica crepuscolari sfumature jazzy. Nonostante il testo sia in inglese, la lingua di Malta, prossima a quella araba, ha spinto Farugia a omaggiare il poeta e sceneggiatore locale Mario Azzopardi, nonché a giocare con sussurri e tonalità oltre ogni comfort zone: «Ho continuato a correre cercando di cantare le note, ho provato a cantarle facendo le verticali, perché pensavo che, se avessi potuto farlo in una circostanza unica e sotto pressione, cantarle in una cabina di registrazione sarebbe stato facile».
Tracklist
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Discografia
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- 1 Rohmeresse
- 2 Days And Nights
- 3 A Muse (In Limbo)
- 4 Heloise
- 5 Calypso
- 6 Le Saut du Pigeon
- 7 A Reprise (That Girl)
- 8 Apparition No 7
- 9 Wild West
- 10 The Sister Of
- 11 The Merchant Of
