Album
Redstar Wu & the Worldwide Scourge
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Riccardo Zagaglia
- 15 Maggio 2026
Mai stato di facile definizione Genesis Owusu, né quando ci ha consegnato uno dei migliori esordi di quel 2021 post-pandemico (Smiling With No Teeth), né quando si è confermato artista crossover di riferimento del nuovo decennio con il successivo Struggler (2023): se per il debutto avevamo scomodato Prince, N.E.R.D, Childish Gambino, Bloc Party e TV On The Radio con il secondo album, l’artista nato in Ghana (ma stanziato in Australia), ha aumentato le contaminazioni post-punk e dance-punk.
Un post-urban a 360° che nel terzo album Redstar Wu & the Worldwide Scourge va a definire quella che è la sua opera più esplicitamente politica e urgente, contro l’apatia sociale e le atrocità del presente (Redstar Wu è l’alter-ego modellato sulla stella nera ghanese e sulla militanza cromatica antireazionaria). Musicalmente siamo di fronte ad un blob sonoro onnivoro e schizoide maggiormente orientato verso territori HH rispetto agli album precedenti tra punk-hop spigolosi (Stampede), alt-pop dinamici (Falling Both Ways insieme a Ladyhawke), funk gommosi (Hellstar), industrial-hip hop (Pirate Radio) e indie rock imbastardito (Death Cult Zombie).
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