Album
La Maccaia
-
Fernando Giacinti
- 8 Aprile 2025
Debutto discografico per Gaia Banfi, artista milanese di formazione jazz (conservatorio), trapiantata a Bologna e figlia di Baffo Banfi, tastierista del Biglietto per l’Inferno. La Maccaia prende il nome da un fenomeno atmosferico tipicamente genovese – lo scirocco che porta umidità, foschia e un cielo ovattato – ed è proprio questo stato sospeso, denso di ricordi, a caratterizzare l’intero lavoro.
Il mare, la memoria, la malinconia, un Mediterraneo mistico e visionario, ma anche i carrugi e l’eco di De André. Queste le suggestioni di un disco che intreccia con naturalezza ballate, lingue (italiano, spagnolo, inglese) e momenti elettronici (ambient) di ampio respiro: un gioco di rarefazioni e climax, memore della lezione di Iosonouncane e, in tempi più recenti, di Daniela Pes. Un’inclinazione narrativa che tende all’arcaico, spinta dall’urgenza di tornare indietro – all’infanzia, all’adolescenza – sublimata da brani come Seia (dove il mito è già nel titolo), o che si salda all’elemento marittimo, come nei paesaggi evocati da Ciro Vitiello o, volendo, nei primi C’Mon Tigre.
Più marcata e prevedibile ci sembra però la componente pop, quella delle ballate atmosferiche sorrette da arpeggi di synth, che guarda piuttosto a figure come Lucrecia Dalt o, per restare in Italia e in tema di debutti, a Halfalib, pur senza la varietà stilistica di questi ultimi. Un esordio interessante, denso di pathos e suggestioni, che si muove sul crinale sottile tra forma-canzone e derive ambient oniriche, a tratti distorte. Uno sguardo rivolto al passato per trovare spazio e voce nel presente.
Tracklist
Streaming
Spotify
Voti
Amazon
Discografia
Vota
- 1 Macaia
- 2 Piazza Centrale
- 3 Il lungoriva di Genova
- 4 Amar
- 5 7
- 6 Congelati
- 7 Seia
