Album

Notturno/Estate

11 Agosto 2025 cantautori folk

In un torrido lunedì di metà agosto torna, in punta di piedi, Filippo Gatti. Il cantautore romano interrompe una pausa lunga otto anni (La testa e il Cuore, 2017) siglando un mini-album di appena due brani dalle proprietà balsamiche. Notturno/Estate esce per l’etichetta romana Folkificio e riallaccia i fili di un discorso (mai interrotto) con una forma-canzone riconoscibile ed estremamente personale: una narrazione che sfiora la sfera personale per riversarsi in un’universalità metaforica, inafferrabile, critica.

Due brani che hanno il sapore di un carezzevole ritorno, merito anche di una rinnovata collaborazione con l’amico Riccardo Sinigallia, qui al pianoforte oltre che in veste di co-produttore. Un ritorno fugace, scandito da appena sette minuti di nuove note e parole equamente suddivisi tra la ballata folk Una minima bugia – in linea con l’emotività di brani quali Il pilota e la cameriera e Amore Perdonami – e la sibillina Grandeverde. La narrazione del particolare, quello dei rapporti che resistono al tempo (Quanto tempo insieme io e te/senza dirci mai neanche una minima bugia), così come dello sguardo personale in grado di farsi universale (Per essere uno/ Smetti di essere zero / Smetti di essere in chiaro / Smetti di essere niente in un numero grande) si intrecciano con la solita e mai banale naturalezza a cui ci ha abituato Gatti.

Preludio di un lavoro più corposo o meravigliosa parentesi, Notturno/Estate striscia delicatamente sottopelle come gli ultimi sprazzi di un’estate che volge malinconicamente al termine.

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  • 1 Una minima bugia
  • 2 Grandeverde
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