Album
Admonitions
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Tony D'Onghia
- 11 Gennaio 2022
Prendendo in prestito il proprio nome dal titolo di un classico album del bluesman Johnny Lee Hooker, da più di una ventina d’anni i newyorkesi Endless Boogie ne hanno fatto anche un manifesto programmatico. Nato dal incontro tra insider del giro musicale della “Grande Mela” e capitanati dal carismatico Paul “Top Dollar” Major (chitarrista, cantante sui generis, veterano della scena proto-punk newyorkese dei 70s nonchè trafficante di rarità discografiche d’alto bordo), il gruppo è fin dagli inizi fedele ad un’estetica sonora che non scende a compromessi. Mentre legioni di alunni della “musica del diavolo”, nel cercare di carpirne i segreti, finiscono col diluirne lo spirito primigeno attraverso virtuosismi ed orpelli, gli Endless Boogie ne sintetizzano ferocemente l’elettrica ed elettrizzante essenza.
Questo loro quinto album in studio – registrato tra il 2018 ed il 2020 tra la Svezia e gli USA – mantiene ancora una volta ampiamente quello che il loro moniker promette, fin dall’iniziale The Offender, basata su un riff di tre note sostenuto da un solo accordo per venti sferraglianti ossessivi minuti di un boogie rock che potrebbe ipoteticamente durare – appunto – all’infinito. Infatti, Admonitions è in tutte le sue sette tracce un trionfo di minimo sforzo per massima resa. E lunga durata, come gli ulteriori venti minuti e passa della torrida Jim Tully dimostrano (nessun brano scende al di sotto della soglia dei cinque minuti). Riff dopo riff dopo riff dopo riff. Con un piccolo aiuto da parte di Kurt Vile e Matt Sweeney, musicisti che in questa occasione viaggiano sulle stesse lunghezze d’onda e in perfetta sintonia.
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