Album

Outta Synch

29 Settembre 2023 pop reggae dub

Prodotto e composto in tandem con il produttore italo-britannico Gaudi, Outta Synch segna il debutto solista del leggendario Don Letts. Personaggio a tutto tondo e considerato come vero e proprio “tesoro nazionale” della scena musicale britannica, nel corso dei decenni il sessantaseienne è stato una delle figure chiave e principali promotori della contaminazione tra generi e culture che cosi profondamente hanno segnato la musica del Regno Unito. Dalla sua collaborazione con Bob Marley e The Clash fino alla sua militanza nei Big Audio Dynamite, in veste di agitatore culturale e dj, produttore radiofonico e scrittore, Letts è diventato una sorta di ambasciatore del reggae in terra britannica, ma non si è mai limitato solo a quel genere e a quel ruolo.

Questo suo esordio discografico è logicamente riflesso del suo ricco background, proponendo nel corso di undici orecchiabili canzoni una commistione di reggae, rock e pop. Lo status di popolarissimo personaggio pubblico ha probabilmente influito sulla scelta di puntare ad un sound facile ed immediato che comunque non gli impedisce di giustapporlo ad acute osservazioni di critica sociale e politica, come è nella buona tradizione del genere reggae.

Questo album è totalmente mio, è l’espressione di qualcuno che si sente a suo agio con la sua età, verruche e tutto il resto. Nel bene e nel male, questo è Don Letts. Non sto dicendo di aver capito bene, come afferma la title-track, ma la somma totale del mio intero viaggio culturale è in questo disco, e riflette la dualità della mia esistenza, che è nera e britannica. È essenzialmente una colonna sonora nella mia mente
Don Letts

Uno stuolo di ospiti in veste di vocalisti impreziosisce la tracklist: dallo scomparso Terry Hall degli Specials a Wayne Coyne dei Flaming Lips, da Hollie Cook (figlia di Paul Cook, batterista dei Sex Pistols e stella nascente della scena reggae UK) a Zoe Devlin Love degli Alabama 3, da Honor Letts (figlia dello stesso Don) ad uno speciale cameo dell’attore John Cusack in veste di voce narrante nel dub reggae di The Universe Knows What You’ve Done. Menzione particolare per il brano Touch, l’episodio dal tiro più rockeggiante e dal sound più chitarristico dell’intero album e che, non a caso, per questo rimanda con la memoria ai Police più melodici o a i Clash più anthemicamente pop.

Tracklist
Streaming
Spotify
Voti
Amazon
Discografia
Vota
SentireAscoltare

I più ascoltati