Album

The Man Who Sold the World

4 Novembre 1970 rock psych hardrock prog blues

Uscito il 4 novembre 1970, The Man Who Sold the World, terzo album in studio di David Bowie, fu l’album della svolta per il cantautore britannico, non tanto per il riscontro commerciale (tutt’altro che esaltante) quanto per quello stilistico.

È un disco che colpisce tanto per la cifra sonora che per la confezione: il sound è potente, distorto e acido. Merito soprattutto di Ronson, nel cui stile – oltre al dichiarato amore per i Cream e Jeff Beck – sono evidenti gli spunti hendrixiani che innervano le strutture power blues, così come una certa vicinanza alla trasfigurazione in chiave hard operata dai londinesi Black Sabbath (il cui omonimo debutto è datato 13 febbraio ’70).

All’irruenza si alternano – talora fondendosi – spunti di lirismo onirico e strani struggimenti cosmici, tanto da allestire delle vere e proprie mini-suite come Width Of A Circle (pervasa di suggestioni occulte) e The Supermen, cui fanno eco le fatmorgane oppiacee di After All (segnata dagli evidenti vaticini prog del Moog) ed il latin folk lisergico e sinuoso della title track. Altri episodi come Black Country Rock e Running Gun Blues spostano il baricentro dalle parti di un southern smargiasso, baldanzoso, quasi caricaturale, già pronto per essere dissacrato sul’altare della baracconata Ziggy.

Di fatti è da questo momento in poi che comincerà a delinearsi il personaggio David Bowie con l’idea di base che poi lo porterà a salire sul palco nei panni della rockstar che scuoterà alle fondamenta la storia del rock.

[continua la lettura su Nel medium, il messaggio il monografico dedicato a David Bowie]

Tracklist
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Discografia
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  • 1 The Supermen
  • 2 The Man Who Sold the World
  • 3 She Shook Me Cold
  • 4 Saviour Machine
  • 5 Running Gun Blues
  • 6 After All
  • 7 Black Country Rock
  • 8 All the Madmen
  • 9 The Width of a Circle
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