Album
Radio Songs
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Edoardo Bridda
- 27 Settembre 2022
Radio Songs esce il 20 gennaio 2023 perché Dave Rowntree è un tipo che se la prende con calma. E non ha alcuna voglia di affrettare un lavoro che, lo sa bene, non cambierà le sorti del pop. È il penultimo dei componenti dei Blur a esordire come solista. Ma mettiamo anche l’ultimo, viste le passioni extra band di Alex James, occupato full time presso la sua fattoria a far formaggi, scrivere e quant’altro.
Sono cresciuto nel Regno Unito negli anni ’70 e, sebbene ci fossero sicuramente aspetti positivi nel decennio, ricordo anche quanto potesse essere tossico. Il paese era profondamente diviso e il razzismo e la misoginia erano la norma. L’economia era un ‘basket case’ e a un certo punto abbiamo dovuto essere salvati dal Fondo Monetario Internazionale. Tuttavia, ascoltando alcune persone, penseresti che sia stata un’età d’oro a cui dovremmo desiderare ardentemente di tornare. Devil’s Island è una nota personale, per ricordarmi quanto siamo arrivati lontano in quarant’anni.
Dave Rowntree
C’è voluta letteralmente una vita per arrivare al suo singolo solista di debutto, London Bridge, pubblicato all’inizio del 2022, e da quello all’uscita dell’album passa un altro annetto senza colpo ferire. Nel frattempo, è uscito un secondo brano, Devil’s Island che, a differenza del primo assaggio a base di pop, synth wave e un tocco di Kraftwerk, punta verso le grige lande di una pensosa indietronica. In una sala o nell’altra, l’influsso della brit band è palpabile nella produzione del batterista classe ’64, che qui affida le parti ritmiche a una drum machine prendendo in mano microfono e produzione. A ben vedere neppure il suo afflato intimista è poi così lontano da quello, sempre da solista, di un Damon Albarn (Downtown, 1000 Miles), che tra l’altro ha dato al suo batterista un feedback tecnico altamente dettagliato sul disco. Ascoltatelo, ad esempio, in Tape Measure, una ballata aggiornata alle correnti grime e r’n’b contemporaneo (vedi anche il feat. di Juliyah) che stende ponti con Bollywood miscelando esotismo e introspezione
Da bambino trascorrevo ore intere ascoltando la radio. Sognavo di fuggire in ogni luogo che la musica mi suggeriva. Ho provato a comporre un disco partendo da questo punto di vista, sintonizzandomi sulle stazioni della mia vita e fermandomi in ogni canzone a raccontarne un dettaglio, un punto di svolta, per poi girare la manopola e andare avanti.
Dave Rowntree
Blur a parte, Rowntree è un tipo calmo ma estremamente versatile come queste musiche sembrano suggerire: da una parte ci sono i co-autori Gary Go e Högni Egilsson a dare una mano, dall’altra orchestrazioni registrate a Budapest. Tutte esperienze maturate componendo professionalmente musiche per film e tv (tra cui la serie Netflix The One e il thriller poliziesco della BBC The Capture), ma anche in campi extra musicali. Dave ha fatto l’animatore e pubblicato una serie à la South Park intitolata Empire Square. E’ un podcaster, un pilota di aerei leggeri (ed istruttore), un avvocato e, non ultimo, un ex consigliere sindacale. Tra i suoi progetti paralleli alla formazione ci sono inoltre gli Ailerons con Mike Smith (e altri), band che è stata attiva per un solo EP nel 2006.
Tracklist
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Discografia
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- 1 Devil’s Island
- 2 Downtown
- 3 London Bridge
- 4 1000 Miles
- 5 HK
- 6 Tape Measure
- 7 Machines Like Me
- 8 Black Sheep
- 9 Volcano
- 10 Who’s Asking
