Album

Lake Mary not mysterious

8 Maggio 2026 country

Sono passati ben undici anni da Carnation, precedente album di studio di Daughn Gibson, alias di Josh Martin, prima batterista stoner nella band Pearls And Brass e in seguito songwriter alt-country della Pennsylvania che aveva stupito con il debutto All Hell del 2012 e il successivo Me Moan del 2013, quasi al bivio tra Johnny Cash e James Blake. Lake Mary not mysterious è dunque il suo quarto passo in lungo, quando ormai nessuno se lo aspettava più, autoprodotto una volta messo alle spalle anche il rapporto discografico con Sub Pop.

Il piatto prevede dieci ballad piantate nelle paludi della Florida e orientate verso una classicità noir placida a dispetto dell’occasionale violenza delle storie affrontate dai personaggi dei testi, con l’abituale voce baritona a scavare cupi solchi, melodie robuste, archi, ottoni e piano in predominanza rispetto ai sample che avevano spiazzato in passato, chitarre a lanciarsi in alcoliche svisate blues – del resto, brani come Last Night at Sugar’s Bar e Saint Paul poggiano e alzano i gomiti sull’orlo del bancone – e il duetto romantico in Cocoa Beach assieme alla moglie Kristin Kontrol (Dee Dee delle Dum Dum Girls). Da sempre tutto fuorché convenzionale nell’approciare la materia Americana, Martin/Gibson sembra più pacificato ma conferma la sua stoffa.

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