Album
Neanderthal Jam
-
Tony D'Onghia
- 6 Settembre 2022
Con questo Neanderthal Jam gli australiani Datura4 arrivano al traguardo del quinto album uscito dal 2015 ad oggi, ma l’avventura musicale dei membri della band è cominciata molto ma molto prima. Veterani della scena rock locale e guidati da uno dei principali luminari di quelle latitudini in fatto di rock d’annata, nella persona di Dom Mariani – tra le altre cose, fondatore di The Stems e DM3 – i Datura4 hanno metabolizzato alla perfezione lo spirito dei 70s portandone avanti il suono più legato al blues ed alla psichedelia, ma non dimenticandosi di continuare a scrivere in questo solco anche riff e melodie accattivanti e memorizzabili.
Per quanti siano alla ricerca di musica rock il più possibile genuina, senza aggiunta di edulcoranti ed additivi vari, l’album offre una collezione di canzoni elettriche e torride, sia che si tratti della canicola che si alza dall’asfalto sul quale corre sferragliante il boogie dell’iniziale Going Back To Hoonsville o piuttosto quella calura paludosa, umida e sensuale di Fish Fry, o ancora quella secca della desertica ed acustica Hold My Life. Black Speakers tributa un giusto omaggio al blues di stampo sabbathiano, Open The Line mette in evidenza un bel groove danzabile e il giro di accordi dello swingante organo Hammond del tastierista Bob Patient, lo stesso che guida l’antemica Worried Man’s Boogie e che si produce in un assolo bruciante nella “sudista” Digging My Own Grave, canzone che fa anche sfoggio di un duello chitarristico esaltante. Con la conclusiva Drive By Island il quintetto dimostra di avere anche la raffinatezza e l’eleganza di tocco necessari per rievocare le atmosfere ariose di certo rock della west coast statunitense, lanciandosi in una jam multiforme e portando alla giusta conclusione un album godibilissimo e fresco, pur nella sua aderenza ad una tradizione ben precisa e codificata.
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