Album
Bigger.Messier.
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Edoardo Bridda
- 12 Agosto 2022
Mentre lo aspettiamo su Wednesday, la serie Netflix di Tim Burton, Danny Elfman fa mettere le mani sulla musica da lui composta per il fortunato Big Mess, a un variegato gruppo di influenti producer, band, artisti e underdog elettronici. E il cosiddetto “album-rock-solista” dello storico compositore losangelino, da sempre legato ai lavori del regista di Edward mani di forbice, non poteva che venirne stravolto, a partire dai suoi elementi fondanti, ovvero (art) rock, industrial, metal e prog macchiati da elementi caricaturali, teatrali e musical-cabaret friendly.
Ne esce un melting pot più laboratoriale che creativo, ma la qualità rimane comunque buona anche quando il rework è più un maquillage.
Quando ho iniziato a lavorare su Bigger. Messier ho chiesto la stessa cosa a ogni artista: “esprimimi attraverso i tuoi occhi”. Sono rimasto non solo sorpreso dagli artisti che hanno voluto partecipare ma stupefatto dai loro contributi. C’è un’enorme diversità rappresentata nel disco, e non potrei essere più entusiasta nel presentarlo con la versione di Iggy di “Kick Me”, una reinvenzione del pezzo originale non soltanto dal punto di vista vocale, ma anche strumentale.
Danny Elfman
Squarepusher fa sua We Belong conferendole battute spezzate da continuum britannico e giocose laserate funky, e così fa 33EMYBW con una Happy che diventa una claustrofobica griglia footwork, e Kaitlyn Aurelia Smith con una In Time immersa nel liquido amniotico dei suoi synth. Per Sorry rispunta un nome di culto dei 00s, Kid606, capace di far maggiormente “respirare” la traccia originale, a partire dai suoi elementi à la David Sylvian/Robert Fripp.
Interessanti, eppur prevedibili, i trattamenti di pesi massimi come Xiu Xiu, Trent Reznor, Iggy Pop e Blixa Bargeld, che aggiungono i loro trademark e gusto estetico alla formula originale.
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