Album
Spies
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Giuseppe Zevolli
- 2 Giugno 2021
A un anno dall’uscita dell’LP Signals, il compositore britannico di stanza a Los Angeles Daniel Davies torna su Sacred Bones con Spies, un EP ispirato ai sistemi di sorveglianza e a quello che alcuni psicologi chiamano “psychic staring effect“, la percezione di essere sotto osservazione. Nonostante l’estrema attualità del tema e la sua ubiquità nell’economia del cosiddetto platform capitalism, Davis non ricorre alle ironiche cacofonie di un Far Side Virtual o a soluzioni hi-tech in stile Holly Herndon.
Sulla scia delle proprie collaborazioni con il patrigno John Carpenter (la saga Lost Themes, ma anche le ultime colonne sonore di Halloween), Davies allestisce mise-en-scène benthamiane e racconta angosce sensoriali ricorrendo al linguaggio della colonna sonora d’altri tempi. Tra austeri sintetizzatori, impennate orchestrali e arrangiamenti tanto spaziosi quanto magniloquenti, Spies, più che alle sensazioni epidermiche di un horror psicologico à la Repulsion di Roman Polanski suggerite dalla copertina (opera dell’artista Jesse Daxler), sembra alludere a scenari fantascientifici di reminiscenze anni Ottanta.
Tracklist
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Discografia
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- 1 The Bomber
- 2 Out Of The Night
- 3 Spies
- 4 Beasts Of L.A.
- 5 Ceremony
