Album

The Sun is a Violent Place

3 Ottobre 2022 triphop downtempo

Sara Ardizzoni è la chitarrista che dal 2018 ha preso il posto di Stefano Pilia nei Massimo Volume ma è anche artista solista di talento la cui proposta si è pian piano fatta valere all’interno di circuiti sempre più virtuali e ristretti negli spazi reali che un tempo chiamavamo indipendenti.

Durante il lockdown ha trovato tempi e modi per dare un seguito all’umbratile opera seconda, Silk Around The Marrow. Prima di quella – ed era il 2016 – un precedente omonimo album metteva le fondamenta di una poetica pjharveyana – pensate a To Bring You My Love – ma con sufficiente personalità e talento da solcare un percorso suo, fatto di chitarra, effetti, voce, loop e fascino maudit.

Rubiamo le parole di Stefano Pifferi a una precedente recensione per ribadire un discorso che in The Sun is a Violent Place – autoprodotto e pubblicato il 3 ottobre 2022 – riprende vita dalle medesime coordinate, diluite e lisergiche. Un’elettronica evanescente e in bassa battuta che fa propria la filigrana esangue e cinematografica del trip hop, ma anche uno spazio rituale a suo modo goth e pop come ascoltiamo in Slow Motion Collapse, anfratti in cui la chitarra non è sempre manifesta e quando c’è accompagna senza dominare lo spettro sonoro.

I semi di questo disco hanno messo le prime radici nel 2020, durante quella che per tutti è stata una pausa forzata e surreale. Proprio quel misto di stati d’animo, altalenante fra incredulità, alienazione, angoscia strisciante e sospensione, si è fissato indelebilmente fra suoni e parole. Un coro di sensazioni che trovo ancora tristemente attuale, visto il periodo storico assurdo che stiamo vivendo
Sara Ardizzoni

Il lavoro, nato e sviluppatosi in solitaria tra le mura domestiche, si è avvalso in un secondo momento dei contributi di Victor Van Vugt (Nick Cave, PJ Harvey, Beth Orton e molti altri) che ha dato una mano per finalizzare il mixaggio a distanza fra Ferrara e Berlino; Fabrizio Baioni (già batterista per Pierpaolo Capovilla e i Cattivi Maestri, Leda, Cirro, Circo El Grito) e Alessandro Gengy di Guglielmo che ha curato il mastering, a Milano.

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