Album
Parallel Shift
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Daniele Rigoli
- 1 Novembre 2024
Rievocato giusto un anno fa il mitologico progetto Cybotron, operazione piuttosto discutibile c’è da dire, Juan Atkins torna a pubblicare ancora con la sigla orfana di Rik Davis. Il titolo oggi è Parallel Shift, e al contrario del precedente Maintain the golden ratio presentato con lungo testo introduttivo che frullava Toffler e Cybotron-theory con tanto di retrodatazione della nascita della techno, il nuovo EP è accompagnato da una nota ancora più lunga, sempre firmata The Rhythmanalyst aka DeForrest Brown, Jr..
Si torna nel campo della meta-narrazione, di dubbi sollevati sul ruolo della scienza militare del prossimo futuro, possibilità di altri mondi, prendendo per protagonista di questa fiction sonica un esperto nucleare di nome Don Lewis che riceve l’ordine di decifrare un misterioso disco dodecagonale nero noto come Fortec, finendo per prendere accidentalmente una scossa e connettendo la sua anima a quella dell’indecifrabile creatura. Rimosso dall’incarico dalla US Defense ma continuando segretamente a portare avanti il progetto, si reinventa musicista, inventa il modulo LEO (una fusione dell’essenza di Fortec e dell’ingegneria audio) e condivide le sue intuizioni con il fondatore di Roland, Ikutaro Kakehashi, aiutandolo nella messa a punto della leggendaria TR-808. Nel mentre, Fortec prende vita e, citiamo direttamente il testo originale, «conia Cyberspace, un’illusione collettiva di libertà slegata da vincoli fisici, politici o spirituali, ancorata all’equa distribuzione della sezione aurea tra le realtà. Eppure, si trasforma in un caotico serbatoio di verità che si riversa nell’inganno».
Intricato e divertente impianto teorico che funge da stampella a un lavoro che purtroppo non eguaglia il risultato dell’EP precedente, mettendo sul piatto niente più che un paio di anonimi numeri tra sci-fi, electro e sound design con zero mordente.
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- 1 Parallel Shift
- 2 Earth
- 3 Earth (Edit)
