Album

Instrumental Ensemble – Soundtrack for Imaginary Movie Vol. 1

6 Dicembre 2024 colonnasonora

Avevamo lasciato i C’Mon Tigre con Habitat, un lavoro in cui il collettivo si spingeva oltre il “quartomondismo” libero e curioso che ne aveva caratterizzato la discografia. Lo avevano fatto immergendosi nel Sudamerica, terra di ossimori, sospesa tra la tristezza e la gioia, un luogo in cui la musica permea ogni respiro. Li ritroviamo ora in un territorio sonoro altrettanto inedito, ma questa volta il loro orizzonte si allarga verso l’intelligenza artificiale.

Instrumental Ensemble – Soundtrack for Imaginary Movie Vol. 1 è come da titolo, la colonna sonora di un film inesistente ma interamente scritto dagli autori e dalla AI: il tutto infatti nasce dall’incontro tra umanità e tecnologia, un esperimento in cui il gruppo si avvale di un modello linguistico istruito per scrivere una storia. L’AI, alimentata dai testi di Raymond Carver – autore scelto per il suo linguaggio asciutto e minimale – crea una narrazione che diventa la base per un’opera musicale.

La band prende l’output della macchina, lo rifinisce, lo scolpisce e, infine, compone una colonna sonora che traduce in suono la trama “pensata” dal computer. Una trama che si sviluppa in più luoghi e con più protagonisti, esattamente come in un film che però non è mai stato (o mai ancora) girato: New York, Rio, Tokyo e Lagos sono gli ambienti in cui si muovono i protagonisti Haruka Takahashi (Tokyo), Mateo Ramirez (New York), Amara Diallo (Lagos) e Miguel Silva (Rio de Janeiro), tutti accomunati dalla ricerca di un nuovo inizio in un mondo immaginato come pieno di “modelli predittivi, reti neurali che influenzano ogni scelta, a volte quasi senza che se ne accorgano” e in cui i “processi automatizzati intervengono, spingono o rallentano, trasformano percorsi in modi sottili”.

L’ensemble allargato (al duo si uniscono i vecchi collaboratori Mirko Cisilino, Marco Frattini, Pasquale Mirra e Beppe Scardino ma in qualità di autori alla pari) ha poi (s)composto una colonna sonora in 23 movimenti, suddivisi ovviamente per protagonista e città, al fine di fornire all’ascoltatore la “visione” di un film che, come detto, non esiste. Per lo meno nella sua forma “girata”. Questo, musicalmente, si traduce in ciò che il duo (ma anche l’Ensemble allargato) sa fare meglio: proporre suggestioni a 360 gradi che toccano il jazz come i suoni etnici, il quarto o quintomondismo come le varie musiche folk dei luoghi immaginati, le orchestrazioni come i field recordings: tutti elementi funzionali all’ascolto ma soprattutto all’immaginazione di momenti e situazioni filmiche.

“È una provocazione artistica”, dichiarano i C’Mon Tigre, “un invito a guardare le cose da punti di vista differenti. Potrebbe, però, anche concretizzarsi in un nuovo modus operandi, portando stimoli freschi e scardinando un metodo di produzione consolidato”. Un progetto che non si limita a esplorare il rapporto tra uomo e macchina, ma che cerca di andare oltre, dando vita a una riflessione profonda sull’evoluzione dei processi creativi.

Tracklist
Streaming
Spotify
Voti
Amazon
Discografia
Vota
SentireAscoltare

I più ascoltati