Album
Quattro
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Antonio Pancamo Puglia
- 19 Luglio 2025
Com’era quella storia del ballare l’architettura? Per il loro quarto disco, i redivivi Captain Quentin – math/post/prog/indie rockers di razza dalla Calabria profonda, adepti tanto di Zappa e Beefheart quanto delle storture di marca Don Caballero / Pavement, in realtà inetichettabili – cantano la matematica, o meglio la fanno cantare ad alcuni amici. Questa la novità principale di Quattro, che vede il quintetto reggino – da sempre creativi, divertenti, con un grande senso della costruzione e della melodia – tornare a ben nove anni dall’ultimo We’re Turning Again con la line-up originale (gli esordi discografici risalgono al 2007, la formazione ad almeno due anni prima) in un nuovo approccio che prevede, oltre ad una inedita modalità di composizione “a distanza” (laddove tutto prima nasceva in sala prove), la presenza di parti vocali in quattro delle otto composizioni qui presentate, affidate ad altrettanti ospiti d’eccezione.
A partire dall’amico di sempre Dario Brunori (qualcuno forse ricorderà un suo Cameo in un video del 2011), certamente la presenza più “ingombrante” nonché il protagonista dell’esperimento più interessante e riuscito (Niente di più, cantautorato e melodia innestati in trame nervose, sghembe e a loro volta melodiche), passando per Amaury Cambuzat (degli ormai storici Ulan Bator) e Francesco Villari & Yosonu, mentre Max Collini offre il suo caratteristico recitato a una storia (Il fantasma) scritta da Michele Trotta; per il resto, è certo un piacere ritrovare il suono – di fatto indefinibile – del Capitano Quentin, uno dei segreti meglio custoditi del nostro caro, vecchio indie (o di quel che ne rimane). Bentornati.
Tracklist
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Discografia
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- 1 Niente di più (feat. Dario Brunori)
- 2 Shirime
- 3 Il Fantasma (feat. Max Collini)
- 4 Quattro
- 5 Kaleidoscopic Dream (feat. Amaury Cambuzat)
- 6 Matematica Takeaway
- 7 Brillano di rosso (feat. Francesco Villari & Yosonu)
- 8 E tutto questo ci incanta
