Album

Attitude Adjustment

30 Gennaio 2026 pop rocknroll punk

Accostarsi a un disco a nome Buzzcocks dopo il 2018 è questione delicata: qualsiasi presente (o futuro) senza Pete Shelley non può non misurarsi con l’ingombrante passato e il peso della ragione sociale – tanto più oggi, nel cinquantesimo anniversario dalla formazione di una delle band più leggendarie della musica inglese, punk e non solo.

Un’eredità non facile di cui, già con il precedente Sonics in the Souls (2022) ha scelto di farsi carico esclusivo il superstite Steve Diggle, un tempo braccio destro (tutt’altro che comprimario; basti ricordare il classico Autonomy, tacendo le scorribande soliste nei Flag Of Convenience) e adesso protagonista, testimone (o testimonial) solitario di un marchio dall’importanza storica incommensurabile.

Presentato come “punk rock con vibrazioni alla Motown” (influenza invero riconoscibile nella sola Break That Ball and Chain), ovvero come un’espansione del suono della band in fuga dai cliché, Attitude Adjustment non è altro che una – poco memorabile – raccolta di nuove canzoni in piena osservanza dello riconoscibilissimo stile Buzzcocks: la ben nota mistura di melodie pop e chitarre potenti (Games, forse l’episodio più efficace), in cui Diggle prova a supplire all’assenza dell’acutezza del timbro e dei testi di Shelley con l’attitudine che dà il titolo al disco, giocandosi anche la carta della ballad (All Gone To War); siamo lontani sia dai fasti di un tempo che dalle recenti celebrazioni gloriose dei colleghi Damned, ma non si può certo fargliene un cruccio.

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Discografia
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  • 1 Queen of the Scene
  • 2 Games
  • 3 Seeing Daylight
  • 4 Poetic Machine Gun
  • 5 Tear of a Golden Girl
  • 6 Heavy Streets
  • 7 One of the Universe (Part One)
  • 8 All Gone to War
  • 9 One of the Universe (Part Two)
  • 10 Jesus at the Wheel
  • 11 Just a Dream I Followed
  • 12 Feeling Uptight
  • 13 Break That Ball and Chain
  • 14 The Greatest of Them All
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